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Udi Catania – gennaio 2013

Svegliati! Balla! Partecipa!

Un’azione globale per fermare la violenza contro le donne, le bambine e le ragazze nel mondo. Perché, come sostiene Eve Ensler, che ha lanciato l’iniziativa: miliardo di donne violate è un’atrocità, un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione”. L’invito di Eve Ensler è quello di creare attraverso il ballo una forma di protesta celebrativa e non violenta, con la volontà di trasformare il 14 febbraio 2013 in una giornata di riscatto universale contro le ingiustizie che le donne sopportano. http://www.onebillionrising.org

PaeseMali – Appello di Save the Children Mali: ‘salviamo donne e bambini’.

Paese – Pakistan – Ancora una strage di volontarie

Paese – Francia – Assassinate tre dirigenti del popolo curdo

Paese – Grecia – Insieme in Europa per la democrazia, contro il razzismo l’antisemitismo e il neonazismo

Paese – Italia – Ragusa – La CGIL contro lo sfruttamento sessuale delle immigrate

Paese – Israele – ‘Donne del Muro’ per la preghiera paritaria

Paese – Marocco – Via l’art. 475 del Codice Penale

Paese – Arabia Saudita – Donne nel Consiglio del Re

Mondo – Comitato Olimpico Internazionale – Una donna (africana e mussulmana) corre per la Presidenza

Allegato. Persone – Libri, Film…

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Udi Catania – dicembre 2012

Orribile Dicembre 2012

Nelle ultime settimane di questo anno che sta finendo registriamo il susseguirsi di fosche notizie di morte e di violenza su donne e bambini: in Siria, in Afghanistan, in Pakistan, in India, in Mali, negli Stati Uniti. E nella nostra europeissima Italia le vittime di femminicidio superano l’incredibile cifra di 120 donne assassinate. “Quando le donne stanno bene, il mondo sta bene” sostiene Amartya Sen. Quando le donne e i bambini muoiono e subiscono violenza, il ‘mondo’ è malato. E le donne devono continuare a lottare.

Paese – Siria  / Strage di donne e bambini in fila per il pane

Paese – Pakistan  / Uccise dai talebani 5 operatrici sanitarie, vaccinavano contro la polio.

Paese – India / Milioni di giovani indiani in piazza da giorni contro lo stupro

Paese – Mondo / Una bella notizia in questa tetra fine d’anno!

Paese – Palestina-Gaza / Madlen continua ad andare per mare…

Paese – Francia / Appuntamento per le amministratrici locali

ALLEGATO: Persone/Libri/Film…

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Udi Catania – novembre 2012

Benvenuta Palestina!

Quattro anni fa, in quei drammatici giorni che seguirono l’assedio di Gaza, lanciammo un appello dal titolo: “La questione morale del nostro tempo”. Rappresentava il tentativo non solo di uscire dalla spirale della guerra ma anche dai rituali dello schierarsi con le parti in conflitto, per provare ad indicare una prospettiva diversa, capace di modificare il nostro sguardo su un conflitto che affonda le proprie radici nel cuore di tenebra dell’Europa e del suo Novecento. Si avviò una carovana. Si nutriva di culture e di storie che la guerra intendeva cancellare, di resistenza nonviolenta a dispetto della chiamata alle armi, di relazioni fra territori e persone nell’intento di valorizzare luoghi e saperi che nell’intreccio del Mediterraneo hanno costruito straordinarie civiltà niente affatto in conflitto. Una rete fittissima di esperienze che hanno interagito con la “primavera araba” dopo la quale niente è più come prima.

Appello di Moni Ovadia e Ali Rashid

PaeseEgitto – Preoccupazioni delle donne per la nuova Costituzione: manifestazioni al Cairo il 25 novembre

Paese – Francia – I ministri imparano ‘azioni esemplari’ sul piano della parità

Paese – Egitto – Dopo le presentatrici col hijab in tv, anche le assistenti di volo.

Paese – Libia – Donne manager studiano a Roma

Paese – Europa – Quote Rosa nei CdA – c’è la Proposta di Direttiva (14 nov.2012).

Paese – Arabia Saudita – Monitoraggio elettronico per controllare le donne!

Paese – Iran – Le donne senza velo

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Udi Catania – settembre 2012

In Siria continua la coraggiosa resistenza della popolazione contro il regime di Assad. Le testimonianze dal Pese non sono numerose, spesso non verificabili, e comunque sempre tragiche, addirittura macabre.

Mediterranea dedica questo numero speciale con la traduzione di una intervista curata dalla scrittrice francese Florance Ollivry (profonda conoscitrice della Siria a cui ha dedicato diversi scritti) a tutte le ragazze e le donne siriane imprigionate, torturate, violentate, scacciate dalle loro case e uccise dal ‘macellaio’ di Damasco, lasciate in sua balia dalla logica degli ‘equilibri’ in questa parte dell’area mediorientale.

L’intervista è a Yaman Al Qadri, 19 anni, studentessa di medicina a Damasco, arrestata nel novembre 2011. La sua testimonianza ci fa comprendere come ‘lavorano’ i servizi segreti del regime, in particolare dentro l’università e in alcuni centri di detenzione e come il regime organizza la sua propaganda. La sua è la testimonianza di una sopravvissuta, mentre migliaia sono le vittime senza nome e senza volto.

Yaman, parlaci della mobilitazione degli studenti all’università e della tua in particolare, dopo l’inizio della Rivoluzione.

Dopo i fatti di Dar’a (una delle prime città che nel marzo 2011 si è ribellata al regime e contro cui è stata scatenata una repressione sanguinaria) gli studenti hanno provato compassione e senso di ribellione, pur avendo paura ad esprimere la loro indignazione. Da decenni il regime ci controlla e ci tiene sotto con la paura. Non tollera voci di dissenso. Le nostre famiglie, fin dall’infanzia, ci insegnano a non parlare di politica. Indignati per le torture inflitte ai bambini di Dar’a, gli studenti di biologia e di medicina si sono riuniti in silenzio, vestiti con abiti bianchi, con un fiore in mano. Molto presto i miliziani del regime che operano in università li hanno attaccati. Questi agenti erano in realtà studenti, membri della cosiddetta “Unione degli Studenti”: il governo utilizza questa struttura per controllare gli studenti dentro l’università e non esita a ricorrere alla violenza quando lo ritiene necessario. Il presidente di questa “Unione” è uno studente del 4° anno, è sempre armato, tutti gli studenti lo conoscono e lo temono. Negli stessi giorni gli studenti di odontoiatria hanno esposto uno striscione per lo ‘sciopero della dignità’ e hanno distribuito volantini. Ma generalmente tutti avevano paura e l’azione è stata molto limitata nell’università di Damasco nella primavera del 2011.

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Udi Catania – maggio 2012

Maggio 1948 – Maggio 2012 / AL NAKBA / LA PALESTINA NEL CUORE

Paese-AlgeriaMai tante donne in Parlamento, oltre un terzo dei deputati

Paese-TunisiaLa disperazione delle madri dei dispersi, tentato suicidio col fuoco

Paese-Siria / La repressione durissima contro l’informazione

Paese-Israele / Studi rabbinici aperti agli omosessuali

Paese-Città del VaticanoContro le suore della Lega delle Religiose Americane – LCWR

Paese-Mondo / Allarme per le recenti posizioni della Commissione ONU per lo Statuto delle Donne. La rete internazionale delle organizzazioni delle donne è in allarme per la posizione assunta dalla Commissione dell’ONU sullo Statuto delle Donne nel corso della sua recente sessione (15 marzo), che rimetterebbe in discussione, nei suoi documenti, il riferimento ai ‘diritti umani e libertà fondamentali delle donne’ reintroducendo la inaccettabile espressione ‘valori tradizionali’. La rete ha espresso la sua opposizione a qualsiasi rinegoziazione degli accordi internazionali che riguardano intoccabili diritti umani delle donne.

Paese-Continente Africa / Abolire la pena di morte in tutto il Continente africano.

Paese-Italia / Lista ‘Binah’, il femminile nell’ebraismo. Le donne della Comunità Ebraica di Roma (la più numerosa in Italia) hanno presentato una loro lista (‘Binah’, termine che nella Kabala indica la saggezza pratica) per le elezioni del nuovo Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, UCEI, previste il 10 giugno …“ anche nella Comunità ebraica, come in politica e in molti altri ambiti della nostra società, la presenza femminile è sempre minoritaria e marginale. (…) Siamo per il pluralismo, la condivisione e la partecipazione nelle politiche comunitarie ai fini di una piena realizzazione della democrazia”.

ALLEGATO : Persone/Libri/Film…

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Udi Catania speciale Comiso Aprile 2012

L’UDI di Catania diffonde l’appello del Centro Studi Pio La Torre

Il 4 aprile di trenta anni fa oltre centomila siciliani, ma anche tanti, tantissimi giunti da ogni parte d’Europa, sfilarono per le campagne di Comiso, dentro la città per dire no alla costruzione di una base militare che avrebbe dovuto accogliere 112 missili cruise a testata nucleare. Erano parte di un poderoso movimento europeo che per un decennio, in un continente diviso dal muro di Berlino e minacciato dalla guerra atomica, combatté per liberare il mondo dal dominio delle superpotenze di allora, Stati Uniti e Unione Sovietica, convinto della necessità di un’Europa “senza missili dall’Atlantico agli Urali”, in cui solo la pace e la distensione – e non il riarmo – avrebbero facilitato i processi di democratizzazione nell’Est Europeo. I missili a Comiso indicavano che il nuovo fronte del conflitto si stava spostando nel Mediterraneo: il nuovo nemico del nord era ormai il sud, come la storia degli anni successivi ha poi dimostrato.

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Udi Catania – marzo 2012

MondoGiornata Internazionale della Donna 2012 / Dal messaggio della Direttora ONU Donne, Michelle Bachelet

Paese-IranL’8 marzo delle iraniane: prima di tutto contro la guerra

Paese-FranciaStrage nella scuola ebraica di Tolosa

Paese-IsraeleNaom, 18 anni, dice no al servizio militare obbligatorio

Paese-AfghanistanNei negoziati di pace coi talebani i diritti delle donne saranno svenduti?

Paese-KuwaitLe donne arretrano, sono fuori dal nuovo Parlamento

Paese-Turchia / Dibattiti accesi intorno alla statua di una donna nuda che allontana da sé il velo

Paesi del GolfoArabia Saudita / Kuwait / Emirati / Beni, capitali e lavoro delle donne del Golfo

Paese-Palestina / Gaza / Le ragazze e i ragazzi del Club del Libro

Paese-TunisiaCongresso Internazionale delle donne islamiste, per il califfato

… un avvenimento senza precedenti: “Le donne mussulmane si riuniscono per sostenere che non vogliono vivere nelle società democratiche secolari e liberali, ma nemmeno in sistemi come quello saudita o iraniano, che si presentano come stati islamici ma in realtà sono dittature – il califfato è la risposta, nel califfato le donne lavoreranno e avranno un ruolo politico, anche se la loro principale missione è quella di allevare i bambini e sostenere il nucleo familiare” (dichiarazioni alla stampa della delegata britannica Nasrine Nawaz.)

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Segni preoccupanti di cedimento sullo Statuto delle Donne in discussione in una Commissione all’Onu dove una espressione neutra è preferita  ad una diretta e riferita a diritti e libertà delle donne.

Donne, Umano? Stai scherzando? 

(da women in the city)

Nel corso della sessione di Marzo di una delle sue Commissioni sullo Statuto delle donne (conclusasi il 15 marzo 2012), l’ONU ha sostituito l’espressione “Diritti umani e libertà fondamentali delle donne” con l’espressione “valore tradizionale”. Una decisione piena di conseguenze per le donne, massicciamente maltrattate in tutte le tradizioni patriarcali, denuncia una rete internazionale di organizzazioni e movimenti di donne che dice “No a qualsiasi riapertura dei negoziati sugli accordi internazionali sui diritti umani delle donne”,  e chiede ai governi, tutti e nessuno escluso, “di dimostrare il loro impegno a promuovere, proteggere e realizzare i diritti umani e le libertà fondamentali delle donne.”

La rete internazionale della quale fanno parte  Asia Pacific Forum on Women, Law and Development (APWLD), Association for Women’s Rights in Development (AWID), International Women’s Heath Coalition (IWHC), International Women’s Rights Action Watch Asia Pacific (IWRAW ASIA PACIFIC),  Women Living under Muslim Laws/ Violence is not our Culture Campaign, ha sottoscritto una Dichiarazione indirizzata agli Stati membri dell’ONU, alle agenzie ONU sui diritti umani, alle agenzie ONU ed agli organismi per lo sviluppo.

Pubblichiamo  il testo integrale della Dichiarazione (engl), postata il 6 maggio su www.feministes-radicales.org


Women, Human ? Are You kidding ?

The fifty-sixth session of the Commission on  the Status of Women took place at United Nations Headquarters in New York from Monday, 27 February to Friday, 9 March 2012. The closing meeting  was held on 15 March 2012.

The UN Commission on the Status of Women failed to adopt agreed conclusions at its 56th session on the basis of safeguarding « traditional values » at the expense of human rights and fundamental freedoms of women.

Together with our partner feminist and women’s rights organisations, we say NO to any re-opening of negotiations on the already established international agreements on women s human rights and call on all governments to demonstrate their commitments to promote, protect and fulfill human rights and fundamental freedoms of women.

We have outlined our concerns in the statement below, which will be submitted to UN Member States, CSW and other relevant UN human rights and development entities.

Thank you for your support.
Asia Pacific Forum on Women, Law and Development (APWLD)
Association for Women’s Rights in Development (AWID)
International Women’s Heath Coalition (IWHC)
International Women’s Rights Action Watch Asia Pacific (IWRAW ASIA PACIFIC)
Women Living under Muslim Laws/ Violence is not our Culture Campaign

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 Udi Catania – febbraio 2012

Speciale Tunisia

Intervista a Suhary Belhassen a cura di Choisir la Cause de Femmes (Febbraio 2012)

MEDITERANEA sta seguendo, col suo punto di vista, l’evolversi dei processi di cambiamento in atto da un anno in Nord Africa e in Medio Oriente (‘le primavere arabe‘, la ‘rivoluzione’ tunisina). Un rilievo paritcolare ha per noi la situazione in Tunisia e le trasformazioni in atto in quel Paese, che riguardano in profondita l‘intera società e riposizionano le donne.

Per fare il punto sullo stato dell‘arte abbiamo tradotto un‘intervista a Suhayr Belhassen, giornalista in prima fila per i diritti delle donne e Presidente della Federazione lnternazionale dei Diritti dell’Uomo. L’intervista è stata  raccolta da “Choisir la Cause des Femmes“, l’autorevole associazione di donne presieduta da Gisele Halimi. Contiene alcuni dei nodi che determineranno l’evoluzione o l’involuzione del rinnovamento democratico della Tunisia e soprattutto ci fornisce il punto di visia di una donna  ‘sul campo’.

L’intervista a Suhayr Belhassen (febbraio 2012)
Come sta evolvendo la situaziane delle donne in Tunisia dopo la fine della rivoluzione e in particolare dopo le elezioni legislative che hanno assegnato il 44% dei seggi delI‘Assemblea Costituente al partito Ennahda? …

 … La rivoluzione non ha portato nulla alle donne? … Come si presenta la società civile in Tunisia? … Come possiamo sostenere le donne tunisine?

Mediterranea  febbraio 2012

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Udi Catania – dicembre 2011

Paese – Egitto. Il Consiglio Supremo delle Forze Armate Egiziane scatena la violenza contro le donne. Sdegno in tutto il mondo, manifestazioni di donne nei Paesi arabi: le donne sono la linea rossa!

Diffusa su internet, la foto della ragazza trascinata a terra, spogliata e presa a calci dalle forze speciali testimonia una fase nuova e preoccupante del corso dell’Egitto dopo – Mubarak, mentre nelle operazioni di completamento del processo elettorale si conferma il successo delle formazioni islamiste …

Tunisia. Solo 3 donne nel nuovo governo.

… Dati Save the Children, Atlante dell’Infanzia. In Italia 1.876.000 minori vivono in situazione di povertà. Nel Mezzogiorno vivono in povertà relativa 2 minori su 3, quota più alta in Sicilia (44%), seguita da Campania (31%) e Basilicata.

Arabia Saudita. Diritto alla guida per le donne? Pericolo per la verginita

Afganistan. Una donna è incarcerata per adulterio, in realtà per stupro, ma viene graziata a patto di sposare il suo violentatore …

Mediterranea_dicembre11 

(Mediterranea si prepara ad uscire in formato multilingue: Italiano/Inglese/Francese).

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