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Aggiornamento sull’incontro Donne Calabresi in Rete

Per motivi di opportunità, sostanzialmente per stare piu’ comode visto che il numero delle donne presenti non sarà esiguo, l’incontro di sabato 9 ottobre delle Donne Calabresi in Rete si terrà, anzichè al Centro Lanzino, presso la Casa delle Culture in Corso Bernardino Telesio 98 a Cosenza, zona centro storico, ore 16,00. (mappa).

La “dichiarazione d’intenti” di questo nostro primo incontro la trovate  qui , nel comunicato del 25 settembre.

L’incontro, naturalmente, non avrà un carattere formale ma, sempre tenuto conto del numero delle partecipanti, è stata fissata una scaletta rispetto ad una serie di obiettivi della giornata che vogliamo perseguire.

Per  ulteriori informazioni potete scrivere a suddegenere@hotmail.com

e anche a  donneinrete@hotmail.it

Ringraziamo fn d’ora le tante donne che in questi giorni  hanno confermato la loro presenza, e anche tutte le donne che, anche da lontano, ci sostengono. A presto

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Quando le donne si uniscono: Donne Calabresi in Rete

Segue il comunicato di un’iniziativa a cui l’UDI di Reggio prende attivamente parte. Il comunicato sarà successivamente integrato con altre informazioni relative alle partecipanti, cittadine e associazioni.

Le Donne Calabresi in Rete si danno  appuntamento il 9 ottobre 2010 presso il Centro contro la violenza alle Donne “Roberta Lanzino” a Cosenza, ore 16,00.

la Casa Rifugio del Centro Lanzino, a giugno, ha chiuso i battenti per mancanza di fondi. Il Centro Lanzino è l’unico centro in Calabria attivo da vent’anni, facente parte del Circuito Nazionale dei centri antiviolenza, fondato da donne e nel quale operano solo donne, tutte con alto livello di formazione professionale.

Lo scorso anno sei nuove associazioni che si occupano di violenza alle donne, hanno ricevuto dei finanziamenti, che dovrebbero essere interrotti a novembre 2010, tramite una legge regionale, la n. 20 del 21 agosto 2007 “Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri di antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà”.

Noi tutte ci chiediamo, assieme alle donne del Lanzino, quanti di essi ancora siano realmente attivi, e quali possibilità abbiano di continuare la loro attività, esauriti i contributi regionali.

Noi tutte vogliamo chiedere alle Istituzioni di voler manifestare un reale interesse nell’affrontare e cercare di porre rimedio ai gravi problemi sociali connessi con la violenza alle donne.

In  Calabria manca una sensibilizzazione adeguata al problema, manca una cultura organica di contrasto che diventi politica.
Le istituzioni tacciono. Dunque la società civile tutta, in specie le donne, riteniamo debbano interessarsi alla questione, da un lato per sollecitare l’avvio di politiche  serie, sistematiche e capillari, di contrasto; dall’altro perché le donne stesse siano partecipi e contribuiscano  alla crescita collettiva. Il contrasto alla violenza sulle donne non dev’essere opzionale ma strutturale, non dev’essere intermittente ma continuo.

Ma noi tutte ci poniamo anche altre domande, che riguardano il nostro vivere e lavorare (o non lavorare) in una terra come la nostra. Questo incontro, quindi, ci sembra un’importante occasione perché le donne calabresi comincino ad uscire allo scoperto per fare rete, e anche rumore. Un rumore costruttivo, che giunga alle orecchie di chi abita i palazzi del potere e soprattutto della società civile nel suo complesso, che molto probabilmente necessita di una scossa da quella parte della popolazione, le donne, che troppo spesso non ha voce ed è vittima oltre che del collasso economico anche di quello culturale.

E allora si comincino a tessere le fila di questa rete. Inizieremo con un filo sottile, ma intriso di entusiasmo e partecipazione, destinato a intersecarsi con altri fili sempre piu fittamente intrecciati, fino a diventare una rete solida, capace di produrre risultati concreti in una Calabria che ancora stenta a sentire le voci delle donne – non perché queste voci non esistano, bensì perché esse sono state fino ad ora difficilmente corali.

Chiediamo perciò a tutte le donne calabresi di partecipare all’incontro del 9 ottobre, che molte spontaneamente hanno deciso di organizzare.

L’iniziativa “Donne calabresi in rete” non è  voluta o promossa da un´associazione in particolare piuttosto che da un´altra, da nessun ente e da nessun partito, ma è voluta e promossa solamente da donne che, con ogni evidenza, sentono la necessità e l´urgenza di un confronto e di un’azione politica concreta a favore delle donne.

Ad oggi aderiscono: Udi le Orme di Reggio Calabria, Associazione Jineca (Rc),  le donne del Centro Lanzino, Emily Cosenza, le donne del Centro Interdipartimentale di Women’s Studies dell’Unical, Donne daSud, le donne del Movimento antirazzista Catanzaro, e numerose altre donne variamente impegnate.

Presto sarà pubblicata una lista delle cittadine partecipanti e delle altre associazioni.

Doriana Righini e Denise Celentano per le Donne Calabresi in Rete

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Rende. La casa rifugio del Centro antiviolenza R. Lanzino ha chiuso

Il cellulare di emergenza ha continuato a squillare nei mesi di luglio e agosto le volontarie hanno comunque risposto cercando di far sentire meno sole e di indirizzare le donne in difficoltà.

( http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/cosenza_...)

Con grande tristezza apprendiamo la notizia che il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino di Cosenza non ha i fondi per poter proseguire. Un’attività che con grande passione e professionalità le donne del centro svolgono da più di venti anni facendosi carico del dolore di altre donne, da quando nell’88 Roberta fu stuprata e assassinata. Un arco di tempo che dimostra quanta competenza e quale livello abbia raggiunto sul piano non soltanto regionale, ma nella considerazione della rete nazionale.

Come è possibile lasciar morire una struttura completa e complessa che ha sempre funzionato dignitosamente, che rientra in un ambito di servizi sociali primari e irrinunciabili del territorio… Servizi di questo tipo che non abbondano in nessuna regione italiana, e proprio per  questo in una regione che non  ha molte eccellenze è un fiore all’occhiello…

Tristezza e vergogna ci assalgono. Vergogna per chi dovesse lasciar morire la struttura ma vergogna anche per noi che dovessimo perderla. Un centro, forse l’unico in Calabria, che ha tutte le carte in regola per continuare a lavorare, non un centro fantasma giusto per spillare fondi o di quelli con solo la facciata senza continuità di muri perimetrali, che fondi riescono a ricevere lo stesso. Non può morire.

L’UDI di Reggio Calabria rivolge un accorato appello alle Autorità della Regione, della Provincia e del Comune di Cosenza perché operino per una pronta risoluzione della situazione di carenza in cui versa il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino, consapevoli tutti, particolarmente tutte le donne,  che la perdita impoverisce non solo la società calabrese, ma tutta la società italiana. Non vogliamo, non permettiamo che la Calabria possa ancora arretrare, e in particolare su questo fronte.

Roberta (foto Fondazione R. Lanzino)

Centro Antiviolenza Roberta Lanzino:

http://centrolanzino.medianetis.it/

Fondazione Roberta Lanzino:

http://www.fondazionerobertalanzino.it/index.html

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