STORIA

di Maria Calvarano, con la collaborazione di Marsia Modola

La costituzione dell’UDI a Reggio Calabria risale al 1944 in seguito alla creazione nell’Italia centro-meridionale del Comitato di Iniziativa dell’Unione Donne Italiane promosso essenzialmente dalle donne dei Gruppi di Difesa della Donna, sorti nel 1943 durante il periodo dell’occupazione tedesca. In seguito, con il primo congresso del 1945 i Gruppi di Difesa della Donna e il Comitato promotore dell’UDI si fondono in una unica Associazione, l’UDI appunto Unione Donne Italiane, con sede a Roma.

La prima donna a reggere la segreteria dell’UDI di Reggio Calabria è stata Licia Calarco, confermata ancora alla direzione negli anni successivi.

L’Associazione, che ha fatto proprio lo Statuto e le decisioni assunte dal Congresso Nazionale, ricerca l’unità delle donne, con l’unica discriminante antifascista per affermare l’esistenza di una donna nuova che uscita dall’oppressione del ventennio fascista lavora per la ricostruzione del Paese. Ma vuole anche partecipare attivamente alla vita politica e sociale e alla direzione delle istituzioni libere che nel Paese si venivano costruendo.

Emerge significativamente fin da allora nel movimento la figura di Rita Maglio che rappresentò il Centro Nazionale al primo Congresso di Reggio. Una donna straordinaria. Profuse passione politica, coraggio e intelligenza con impegno costante in tutti i campi e incarnò nella realtà reggina la donna nuova che rompe con gli schemi patriarcali della donna segregata in casa, esclusa dalla sfera politica, sociale e culturale, esprimendo cosi libertà femminile. Nel 1945, nel pieno della battaglia per il diritto al voto delle donne, si costituisce un Comitato pro-voto a cui aderiscono le donne di tutti i partiti e le Associazioni femminili, essenzialmente l’UDI e il CIF che avevano in comune l’impegno per l’affermazione della dignità della donna anche attraverso il riconoscimento dei diritti politici, civili e sociali, mentre le divideva la concezione, presente nell’associazionismo cattolico, di riconferma del ruolo separato e diverso della donna nella famiglia e, più in generale, nel tessuto sociale.

Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 vide I’UDI schierata a favore della Repubblica. Una scelta motivata dalle radici storiche dell’Associazione, nata in un’area politica che proponeva il rinnovamento delle strutture della società e dello Stato tradizionalmente autoritarie, paternalistiche, proprietà esclusiva dei ceti dominanti.

Negli anni della ricostruzione del Paese le donne dell’UDI di Reggio si occupano di assistenza, ma rivendicando anche il diritto delle donne al controllo. Nasce per esempio a Maropati nel 1944 per iniziativa di una giovane donna, Annunziata Tevere, un Comitato di 57 donne impegnato a controllare l’assistenza ai figli dei reduci, la distribuzione delle derrate alimentari e degli indumenti.

Vengono promossi centri di assistenza, raccolta e distribuzione di viveri e di indumenti per sostenere le famiglie e l’infanzia più disagiata, si organizzano mense, asili nido, colonie, posti di ristoro.

Nel 1947 l’UDI di Reggio, superando enormi difficoltà, realizza la prima colonia estiva per bambini a Gallico Marina. Enza D’Agostino è l’organizzatrice intelligente e l’instancabile promotrice delle colonie estive UDI per molti anni. Ma l’associazione non perde di vista la difesa dei diritti delle lavoratrici, contro la cacciata delle donne dal mondo del lavoro in conseguenza del ritorno dei reduci, e contro le discriminazioni salariali.

Nel 1949 l’UDI, nell’ambito dell’attività a favore del bracciantato femminile, partecipa all’occupazione delle terre incolte nella Piana. Questa battaglia mette in evidenza la massiccia presenza, nell’economia agricola, di donne a cui non vengono riconosciuti i più elementari diritti dì lavoratrici. L’Impegno dell’Associazione prosegue fino agli anni ‘60 quando finalmente viene riconosciuto il lavoro delle donne come braccianti a cui compete lo stesso salario degli uomini. Proprio nel 1960, l’UDI (segretaria Silvana Croce) organizza a Reggio il Convegno meridionale delle donne braccianti in cui si evidenzia che il loro sfruttamento non riguarda soltanto le discriminazioni salariali, ma anche la mancata tutela della salute e della maternità.

Gli anni ‘60 sono stati i più ricchi di impegno per l’emancipazione delle donne e non soltanto delle lavoratrici. Fino al 1968 l’UDI è retta da Silvana Croce che ha raccolto tante donne attorno ad importanti iniziative, per la casa, per il lavoro, per i servizi. L’UDI a quel tempo operava per campagne i cui temi venivano sviluppati in tutto il territorio nazionale.

L’inizio degli anni ‘60 fu segnato dalla lotta per la pensione alle casalinghe in cui per la prima volta in tutto il Paese le donne a livello di massa prendono coscienza di una forma specifica dello sfruttamento femminile.
Si realizzano importanti conquiste: la parità di retribuzione, l’accesso delle donne a tutte le carriere (1963), l’abolizione della clausola del nubilato che consentiva la rescissione di un contratto di lavoro nel momento in cui la donna contraeva matrimonio (1962). E in tutte queste battaglie l’UDI si impegnò sempre con determinazione e costanza. Sempre in quegli anni l’UDI sollevò la grande questione dei servizi sociali alla prima infanzia, scuole materne e asili nido pubblici. Rappresentò una grande rottura culturale la presa di coscienza che la cura, l’allevamento, l’educazione dei bambini non sono compito delle sole donne, ma costituiscono una funzione in cui la società deve intervenire.

Gli anni successivi sono quelli in cui esplode quello straordinario movimento che è stato il femminismo. Si dipana attorno alla categoria della differenza di genere e segna il vero punto di ingresso delle donne da protagoniste in una dimensione politica sentita come propria, perché fa del genere la discriminante per un modo nuovo di fare politica. L’UDI,  che negli anni ‘60 era completamente fuori dall’ideologia femminista perché esplicitava la contraddizione donna-società piuttosto che la contraddizione di genere, negli anni settanta si avvicinò culturalmente a quei movimenti. Ma per l’UDI di Reggio i primi anni ‘70 sono stati gli anni della inagibilità democratica in conseguenza dei moti per Reggio capoluogo. Di fatto l’Associazione si rifonda nel 1975, nel pieno di quel movimento femminista che resterà per sempre nella cultura umana e che ha cambiato la vita delle donne.

E’ di quegli anni la lunga, faticosa, ma esaltante battaglia per l’apertura della fabbrica di S. Leo che vede scendere in campo qualche migliaio di donne. Per la prima volta decidono di uscire dalle case per entrare nel mondo della produzione, spinte non tanto dal bisogno economico, quanto dal desiderio di poter decidere di sé stesse e della loro vita per conquistare autonomia e libertà.

Partendo dalla concezione della maternità come valore sociale, per il superamento dei ruoli, per l’autodeterminazione della donna e per l’affermazione delle maternità come libera scelta, l’UDI presenta in quegli anni al Consiglio Regionale una proposta per la promulgazione della legge istitutiva dei consultori familiari, servizi che l’ associazione ha seguito negli anni della loro istituzione e dell’avvio dell’attività con una presenza fattiva all’interno del servizio. Sono di quegli anni le grandi lotte per il divorzio, contro la violenza sessuale,  per la difesa della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Non era in gioco il diritto ad abortire ma la libertà della donna a decidere su se stessa e sulla riproduzione della specie, con la necessità di sconfiggere la piaga dell’aborto clandestino.

Il 7 dicembre 1978 l’UDI organizza a Reggio una manifestazione sul tema della libertà femminile, della partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale del paese, dei servizi. Al corteo, che attraversò tutta la città partecipò più di un migliaio di donne provenienti da tutta la Calabria e da altre regioni d’Italia (Emilia, Toscana, Lazio, ecc.).

Nel 1979 il problema della violenza sessuale viene affrontato con la proposta di una legge di iniziativa popolare che viene presentata con più di 300.000 firme di donne raccolte in tutto il Paese. Poi la legge contro la violenza sessuale fu varata, conseguenza del pensiero che le donne produssero sul corpo femminile e sul rapporto tra i sessi, rifiutando la legge patriarcale del possesso dei corpi, della libertà concessa agli uomini di abusare e controllare i corpi delle donne. Ma di quella formulazione proposta dalle donne rimase soltanto l’inserimento tra i reati contro la morale e non contro la persona. Fu solo con la legge n. 66 del 15 febbraio 1996 che la violenza sessuale fu riconosciuta come crimine contro la persona.

Gli anni ’80 hanno segnato una svolta fondamentale per l’UDI, L’Xl Congresso del 1982 ha operato importanti modifiche nel modo di essere organizzazione:  rinuncia a segreterie, comitati nazionali, dirigenti. Le decisioni vengono assunte dall’Assemblea auto-convocata e la Carta degli Intenti è lo strumento di identità collettiva dell’UDI che tuttavia non esclude altre forme di espressione e di impegno su specifici interessi di singole o di gruppi.

Negli anni, gli effetti di quel Congresso e dei successivi portano allo sviluppo di un impegno nuovo, teorico e culturale dei vari gruppi che possono anche scegliere di lavorare su progetti collettivi. Esprimono, in ogni caso, un bisogno di affermazione e di autonomia, si sforzano di costruire un’identità personale e nello stesso tempo pongono la relazione tra donne come il contenuto della politica delle donne.
Nel 2003 si è svolto il XIV Congresso Nazionale che ha sancito il rinnovo del patto fondativo dell’Associazione e dell’ “impegno a costruire un mondo in cui l’emancipazione delle donne sviluppi solidarietà e uguaglianza, e l’esperienza della libertà femminile generi legami sociali improntati a giustizia e creatori di pace”. Tenendo tuttavia presente la necessità di rielaborare le idealità proprie dell’Associazione alla luce dell’attuale epoca di radicali  trasformazioni e guardando al futuro.

Per sottolineare l’attenzione verso le donne che, nate altrove, vivono in Italia, l’UDI rilegge il proprio acronimo come Unione Donne in Italia. Il Congresso formula un nuovo Statuto in cui vengono ridefinite la forma associativa e gli organi dell’Associazione.

***

L’Archivio centrale dell’UDI

L’UDI dispone di un ricco archivio, riconosciuto come “di notevole interesse storico” da parte della Soprintendenza Archivistica del Lazio il 25/03/1987 (ai sensi del DPR 30/09/1963 n. 1409).
Questo patrimonio, consultato per tesi o ricerche, mostra le fatiche che in ogni stagione della politica le donne hanno dovuto affrontare per sottrarsi all’ordine del patriarcato, agli usi e costumi e al senso comune.
L’Archivio Centrale dell’UDI è conservato nella Sede nazionale dell’UDI in Roma, via dell’Arco di Parma n. 15 (tra via dei Coronari e lungotevere Tor di Nona).

152 metri lineari, 6000 fascicoli, 1374 manifesti, 3000 fotografie e una collezione di giornali d’epoca: questo è l’Archivio Centrale dell’UDI che contiene anche una documentazione cartacea dal 1944 al 2000 suddivisa in due sezioni, una cronologica e l’altra tematica, quest’ultima articolata in 16 gruppi descritti analiticamente in altrettanti “Quaderni”.

Attraverso questo sito si possono consultare le sezioni cronologicatematica dell’Archivio.
Nella sede dell’UDI è disponibile una biblioteca consultabile e una raccolta di NoiDonne dal 1950 al 1980 e la ristampa del 1944-45.

Tutti i documenti dell’Archivio sono liberamente consultabili, ad eccezione di quelli che presentano la necessità di tutela dei dati personali, art. 126 D.Lgs. n. 42/2004 (Protezione di dati personali).

(http://unionedonne.altervista.org/index.php/archivio-centrale/archivio/larchivio-centrale-delludi.html

http://unionedonne.altervista.org/index.php/archivio-centrale/archivio/sezione-cronologica-i.html)

UDI di Reggio Calabria

Documentazione storica

fonti:  http://www.udinazionale.org/1945.htm

Archivio centrale dell’UDI nazionale

Fasc. 62 1945  ottobre

Udi centro

Congressi

6 sottofascicoli con documentazione, anche preparatoria, dei Congressi provinciali tenutisi in Campania, Napoli e Salerno; Abruzzo, L’Aquila, Pescara; Molise, Campobasso; Calabria, Cosenza, Reggio Calabria; Puglia, Bari, Brindisi, Taranto; Sicilia, Siracusa, Caltanissetta, Catania, Enna (Centuripe), Messina, Palermo; Sardegna, Cagliari (anche opuscolo Il I° Congresso delle donne sarde, s.l., s.c.(Genova), s.e. (Coop. Polig. A. Gramsci, Genova), s.d. (1952).

http://www.udinazionale.org/archivio/udicron1-2.pdf

Fasc. 103 1946 maggio

Udi sedi locali

10 sottofascicoli, con note, corrispondenza, volantini e relazioni sull’attività svolta durante la campagna elettorale, da: Piemonte, Torino, Vercelli Trino Vercellese (“quaderno di rivendicazioni” per le elezioni amministrative); Lombardia, Bergamo; Emilia-Romagna, Modena, Ravenna; Veneto, Padova, Treviso; Toscana, Livorno; Umbria, Perugia (Orvieto); Calabria, Reggio Calabria; Puglia,Bari, Foggia; Sicilia, Palermo; Sardegna, Sassari.

Fasc. 127 1946 dicembre

Udi sedi locali

10 sottofascicoli, con relazioni di attività e corrispondenza, da: Lombardia, Milano; Trentino-AltoAdige, Bolzano Trento; Veneto, Verona, Padova, Venezia; Toscana, Arezzo; Emilia-Romagna, Ravenna (Faenza); Abbruzzo, Chieti; Lazio, Roma; Calabria, Catanzaro, Reggio Calabria; Puglia, Bari, Lecce (ritagli stampa); Sicilia, Enna, Messina, Palermo.

Fasc. 137 1947 marzo

Udi sedi locali

6 sottofascicoli, con corrispondenza e questionari, da: Piemonte, Vercelli; Lombardia, Milano; Emilia-Romagna, Modena, Piacenza; Calabria, Reggio Calabria; Sicilia, Caltanissetta, Enna; Sardegna, Sassari.

Fasc. 180 1947 ottobre

Udi sedi locali

3 sottofascicoli, con corrispondenza, da: Liguria, Genova; Campania, Napoli; Calabria, Reggio Calabria.

Fasc. 239 1949 dicembre

Udi sedi locali

19 sottofascicoli con relazioni di attività e dati sul tesseramento, da: Valle d’Aosta, Aosta; Piemonte, Alessandria, Asti, Vercelli (Biella), Cuneo, Torino; Lombardia, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese; Veneto, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza; Trentino-Alto Adige, Trento, Bolzano; Friuli-Venezia Giulia, Gorizia, Pordenone, Udine; Liguria, Genova, Imperia, La Spezia, Savona; Emilia-Romagna, Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia; Toscana, Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Siena; Lazio, Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo (anche nota ms.);

Marche, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro; Umbria, Perugia, Terni; Abruzzo, L’Aquila (Sulmona), Pescara, Teramo; Molise, Chieti Campobasso; Campania, Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno; Puglia, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto; Basilicata, Matera, Potenza; Calabria, Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria; Sicilia, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani; Sardegna, Nuoro, Sassari.

Fasc. 278 1951 aprile

Udi sedi locali

9 sottofascicoli, con materiale di propaganda elettorale, prevalentemente ritagli stampa, da: Piemonte, Vercelli; Lombardia, Brescia (anche opuscolo di Gardone Valle Trompia), Cremona, Lecco, Mantova; Veneto, Vicenza (Lonigo); Emilia-Romagna (volantini con i nominativi delle candidate), Bologna, Ferrara. Modena, Ravenna; Toscana, Grosseto; Marche, Ancona; Lazio, Latina (bozza di volantino dell’Associazione donne per la difesa del podere); Calabria, Reggio Calabria; Sicilia, Palermo.

Commissioni di lavoro

Piano di lavoro della Commissione stampa e propaganda.

Fasc. 284 1951 giugno

Udi sedi locali

3 sottofascicoli, con materiale a stampa e corrispondenza, da: Lombardia, Mantova; Veneto, Padova; Calabria, Reggio Calabria.

Fasc. 289 1951 settembre

Udi centro

Commissioni di lavoro

2 inserti: elenco dei circoli e dei gruppi attivi nelle province, Commissione di organizzazione; piano di lavoro della Commissione donne della campagna (copie diverse). Anche programma di rivendicazione delle braccianti di Potenza, nota sulle gelsominaie e piano di lavoro della Commissione femminile della Federbraccianti di Reggio Calabria.

Fasc. 315 1952 luglio

Udi sedi locali

14 sottofascicoli, contenenti prevalentemente corrispondenza in merito alla composizione di una delegazione di donne da inviare in un paese a democrazia popolare, con note biografiche delle segnalate, da: Piemonte, Alessandria, Asti, Vercelli Biella, Novara, Torino; Lombardia, Bergamo, Brescia, Varese; Veneto, Verona, Venezia; Friuli-Venezia Giulia, Udine; Trentino-Alto Adige, Bolzano, Trento (anche volantini); Liguria, Genova, La Spezia; Emilia-Romagna, Ferrara, Modena, Ravenna, Reggio Emilia, Forlì (Rimini); Toscana, Grosseto, Firenze, Pistoia; Marche, Ancona; Lazio, Roma (volantino); Abruzzo e Molise; Campania, Napoli; Puglia, Bari, Foggia (Cerignola, Torremaggiore, S. Severo (anche volantini, resoconto di attività e Carte rivendicative delle donne); Calabria, Reggio Calabria.

Fasc. 334 1953 gennaio

Udi sedi locali

14 sottofascicoli, prevalentemente con corrispondenza, piani di lavoro, informazioni sullo svolgimento della campagna elettorale e l’attività precongressuale, rapporti ispettivi, da: Piemonte, Torino (Carta rivendicativa dell’infanzia); Lombardia, Mantova, Milano; Trentino-Alto Adige, Bolzano; Veneto, Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza; Liguria, Genova; Emilia-Romagna, Bologna, Ferrara, Forlì, Parma; Toscana, Firenze, Livorno, Pistoia, Siena (piano di lavoro); Marche, Ascoli Piceno, Ancona, Macerata; Lazio, Latina, Frosinone; da Puglia, Foggia (appunti sulla riunione del Comitato provinciale), Brindisi, Lecce; Campania, Napoli; Calabria, Reggio Calabria; relazione di Simona Mafai sul movimento femminile siciliano: Sicilia, Messina, Palermo; Sardegna, Cagliari.

B. 34

Fasc. 337 1953 febbraio

Udi sedi locali

14 sottofascicoli, contenenti prevalentemente corrispondenza per la preparazione dei piani di lavoro per l’infanzia e del Congresso nazionale, da: Piemonte, Torino; Lombardia, Brescia; Trentino-Alto Adige, Bolzano; Friuli-Venezia Giulia, Udine; Liguria, La Spezia; Emilia-Romagna, Ferrara, Forlì, Ravenna, Reggio Emilia; Toscana, Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Siena; Umbria, Terni (anche materiale a stampa per il Congresso); Veneto, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza; Lazio, Viterbo; Basilicata, Matera; Puglia, Brindisi, Lecce, Taranto; Calabria, Catanzaro Crotone, Reggio Calabria; Sardegna, Nuoro.

B. 38

Fasc. 361 1953 aprile

Udi centro

Congressi

10 sottofascicoli, con ritagli di articoli pubblicati su giornali provinciali, durante le fasi di  organizzazione e svolgimento del 4° Congresso nazionale, da: Emilia-Romagna, Ravenna, Modena, Piacenza, Ferrara, Forlì, Bologna, Reggio Emilia, Parma; Toscana, Siena, Grosseto, Livorno; Lazio, Roma; Campania; Basilicata, Matera; Calabria, Reggio Calabria; Abruzzo, Pescara; Puglia, Bari (anche quotidiani regionali); Calabria, Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria; Sicilia, Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Messina; Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro.

Fasc. 378 1953 ottobre

Udi sedi locali

10 sottofascicoli, contenenti prevalentemente corrispondenza, da: Lombardia, Milano, Mantova (anche nota sull’attività di gestione delle colonie e corrispondenza sulla situazione delle casalinghe); Liguria, Imperia; Emilia-Romagna, Modena, Ravenna; Toscana, Siena; Umbria, Terni; Lazio, Latina; Calabria, Reggio Calabria (ordine del giorno approvato dall’Associazione donne calabresi); Puglia, Bari, Brindisi, Foggia; Sicilia, Messina; Sardegna, Sassari.

Fasc. 426 1955 gennaio

Udi centro

Conferenze-Convegni nazionali

3 sottofascicoli, con documentazione preparatoria dell’Assemblea nazionale delle donne elette:resoconti delle riunioni svolte in Lombardia, Mantova, Milano; resoconto dell’assemblea provinciale,con 2 fotografie da Emilia-Romagna, Ferrara, invito all’assemblea provinciale delle elette di Bologna e Forlì; scheda di adesione all’assemblea provinciale, resoconto, volantino e “La Donna modenese”, giornaletto mensile a cura dell’Udi di Modena, 1955, 2; lettera dell’Associazione donne calabresi aderente all’Udi, Calabria, Reggio Calabria.

Fasc. 438 1955 marzo

Udi sedi locali

10 sottofascicoli, contenenti soprattutto corrispondenza, da: Piemonte, Torino; Lombardia, Milano; Liguria, Imperia, La Spezia: anche ordine del giorno votato dal consiglio comunale di La Spezia, in occasione del decimo anniversario del voto alle donne; Veneto, Padova, Venezia; Toscana, Livorno, Firenze, Pistoia, Siena: anche stralci di volantini per la raccolta delle firme a favore della pace; Emilia- Romagna, Reggio Emilia, Modena; Calabria, Reggio Calabria; Puglia, Lecce: lettera con annotazioni sul piano di lavoro; Sicilia, Palermo. Busta con tessere di adesione ai circoli e alla “Piccola biblioteca di circolo” di province diverse, all’Associazione donne siciliane, all’Associazione donne della Resistenza aderente all’Anpi, all’Associazione ragazze modenesi, al Circolo delle donne democratiche.

B. 49

Fasc. 442 1955 aprile

Udi sedi locali 8 sottofascicoli, volantino delle donne venete per il decennale della Resistenza, da: Veneto; corrispondenza, Friuli-Venezia Giulia, Trieste; Liguria, Imperia, Genova (anche lettera con notizie sull’organizzazione della manifestazione per la pace); Toscana, Livorno, Siena; Umbria, Terni; Calabria; Sicilia, Palermo, Messina. Notizie su relazioni e piani di lavoro di Lombardia, Mantova, Brescia, Milano; Liguria, Savona; Emilia-Romagna, Forlì; Veneto, Padova; Toscana, Siena; Lazio, Latina; Campania, Benevento; Reggio Calabria, Calabria; Sardegna, Cagliari.

Fasc. 444 1955 maggio

Udi centro

sottofasc. 1

Presidenza-Segreteria

Corrispondenza e cartoncino d’invito ad un convegno sui problemi dello sport femminile.

sottofasc. 2

Commissioni di lavoro

5 inserti, prevalentemente con corrispondenza e circolari delle Commissioni stampa e propaganda. problemi-servizi sociali, infanzia (anche appello del comitato promotore per l’incontro nazionale di Cassino (12 giugno 1955), cultura, ragazze: anche verbale di riunione, piano di lavoro e materiale preparatorio del 5° Incontro nazionale di Primavera e della Rassegna sportiva femminile.

sottofasc. 3

Commissioni di lavoro

Documentazione in preparazione degli “Incontri di Primavera”.

sottofasc. 4

Commissioni di lavoro

5 inserti con documentazione, soprattutto corrispondenza, della Commissione ragazze per la preparazione dei congressi e degli Incontri di Primavera in: Piemonte, Vercelli (Biella), Alessandria, Torino, Novara, Cuneo, Asti; Lombardia, Milano, Brescia, Mantova, Pavia, Varese; Trentino-Alto Adige, Bolzano; Friuli-Venezia Giulia, Udine, Trieste; Veneto, Venezia, Padova, Treviso, Verona; Liguria, Imperia, La Spezia, Savona; Emilia-Romagna, Modena, Forlì (Rimini), Piacenza, Parma, Reggio-Emilia (anche Bollettino dell’Udi – Commissione ragazze dedicato agli Incontri), Ravenna, Bologna (questionario compilato).

sottofasc. 5

Commissioni di lavoro

9 inserti, con documentazione, soprattutto corrispondenza e questionari, della Commissione ragazze per la preparazione dei congressi e degli Incontri di Primavera in Toscana, Massa Carrara, Arezzo, Pisa, Siena, Livorno, Firenze; Marche, Macerata, Pesaro, Ascoli Piceno, Ancona; Lazio, Frosinone, Viterbo; Umbria, Terni; Abruzzo, L’Aquila (Avezzano), Pescara; Molise, Campobasso; Campania, Napoli, Salerno; Puglia, Bari, Lecce, Brindisi, Taranto, Foggia; Basilicata, Matera; Calabria (piano di lavoro regionale), Cosenza, Reggio Calabria; Sicilia, Messina, Catania, Palermo. (segue)

Fasc. 448 1955 giugno

Udi sedi locali

6 sottofascicoli, prevalentemente con corrispondenza, da: Lombardia, Milano, Pavia (nota); Emilia-Romagna, Bologna; Toscana, Arezzo; Molise, Campobasso; Puglia, Lecce (relazione di attività); Calabria, Reggio Calabria.

Fasc. 457 1955 settembre

Udi sedi locali

8 sottofascicoli, con bilanci e corrispondenza, da: Piemonte, Alessandria; Friuli-Venezia Giulia, Trieste; Liguria, Genova; Emilia-Romagna, Piacenza; Toscana, Grosseto, Pisa; Abruzzo, Pescara, L’Aquila; Puglia, Bari; Calabria, Reggio Calabria.

Fasc. 470 1956 gennaio

Udi sedi locali

13 sottofascicoli, prevalentemente con corrispondenza e dati sulla composizione degli organismi dirigenti, da: Piemonte, Aosta, Torino, Asti, Cuneo; Lombardia, Brescia, Cremona, Mantova, Milano (tessera di adesione, notizie sulla situazione organizzativa); Trentino-Alto Adige, Bolzano e Friuli Venezia Giulia, Udine; Veneto, Venezia (Chioggia, Mestre), Rovigo; Liguria, Genova, Imperia; Emilia-Romagna, Modena, Parma, Reggio Emilia (Castelnuovo Sotto: anche nominativi di bambini e famiglie bisognose di aiuto, forniti a sostegno della proposta di legge presentata da Luciana Viviani sulla gratuità dei libri di testo); Toscana, Arezzo, Firenze, Livorno, Pisa, Siena; Marche, Ancona; Abruzzo, Teramo; Puglia, Bari, Taranto; Campania, Napoli, Salerno; Calabria, Reggio Calabria; Sicilia, Messina, Enna, Agrigento, Catania, Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Trapani, Palermo; Sardegna, Nuoro; fascicolo con notizie sui piani di lavoro di Toscana, Siena; Abruzzo, Pescara; Veneto, Venezia (Mestre, Chioggia, Concordia in Livenza, Riviera del Brenta); dati sulla composizione degli organismi dirigenti in Piemonte, Vercelli (Biella); Liguria, La Spezia; Lombardia, Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Milano, Varese, Lecco, Sondrio; Veneto; Emilia Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio, Latina; Abruzzo; Campania.

Fasc. 476 1956 marzo

Udi sedi locali

12 sottofascicoli, con corrispondenza, da: Valle d’Aosta, Aosta; Veneto, Padova; Emilia-Romagna, Bologna (Imola), Modena, Parma (volantino dell’Associazione donne della montagna); Toscana, Arezzo, Grosseto, Massa Carrara, Livorno, Siena; Marche, Ancona; Umbria, Terni; Lazio, Rieti, Roma (bozza di appello alle donne per la pace); Campania, Napoli; Calabria, Reggio Calabria, Catanzaro (Maida); Puglia, Foggia, Bari (Bitonto); Sicilia. Palermo, Messina, Trapani (Calatafimi); notizie sullo svolgimento dei congressi provinciali in Valle d’Aosta, Aosta; Piemonte, Cuneo, Asti; Liguria, La Spezia; Emilia-Romagna, Modena, Bologna; Basilicata, Potenza.

Fasc. 479

Udi sedi locali

8 sottofascicoli, da: Lombardia, Milano; Veneto, Venezia; Emilia-Romagna, Bologna, Imola, Reggio Emilia; Liguria, Genova; Campania, Napoli; Puglia, Lecce; Calabria, Reggio Calabria; Sicilia, Messina, Palermo.

Fasc. 487 1956 aprile

Udi centro

Congressi 16 sottofascicoli, con questionari con dati sull’attività svolta per la preparazione dei congressi provinciali, da: Valle D’Aosta, Asti; Piemonte, Asti, Vercelli (Biella), Novara, Torino, Alessandria, Cuneo (lettera con notizie sullo svolgimento del congresso); Lombardia, Milano, Mantova, Lecco, Brescia, Varese, Bergamo, Como; Trentino-Alto Adige, Bolzano, Gorizia; Friuli-Venezia Giulia, Udine, Trieste; Veneto, Rovigo, Belluno, Verona, Vicenza, Treviso, Venezia; Liguria, Savona, Genova, Imperia, La Spezia; Emilia-Romagna, Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Forlì (Rimini), Ravenna, Modena, Bologna; Toscana, Siena, Massa Carrara, Pisa, Arezzo, Livorno, Pistoia; Umbria, Perugia, Terni; Marche, Macerata, Ancona, Pesaro; Lazio, Rieti, Latina, Frosinone, Viterbo; Abruzzo, Pescara, Teramo; Molise, Chieti; Campania, Salerno, Napoli, Caserta, Avellino; Puglia, Bari, Lecce, Taranto, Foggia; Basilicata, Potenza; Calabria, Cosenza, Reggio Calabria; Sicilia, Catania, Siracusa, Messina, Caltanissetta, Ragusa; Sardegna, Cagliari, Nuoro.

Fasc. 511 1956 maggio

Udi sedi locali

8 sottofascicoli, con corrispondenza, da: Lombardia, Milano; Veneto, Venezia; Emilia Romagna,  Bologna (Imola), Reggio-Emilia, Ravenna (anche volantino); Liguria, Genova; Campania, Napoli; Puglia, Lecce; Calabria, Reggio Calabria; Sicilia, Messina. Non è reperibile.

11 sottofascicoli, con documentazione (corrispondenza, materiale a stampa, notizie sulle candidate) sulla partecipazione alle elezioni amministrative del 27 maggio, da: Piemonte, Torino Ivrea; Lombardia, Bergamo, Mantova, Milano, Pavia; Veneto, Rovigo, Treviso, Verona; Liguria, Savona; Emilia-Romagna, Bologna, Ravenna (Lavezzola, Lugo, Faenza), Forlì, Reggio Emilia; Toscana, Arezzo; Umbria, Perugia; Lazio, Roma; Campania, Napoli; Basilicata, Potenza (Lavello), Matera (Montescaglioso); Puglia, Foggia.

Fasc. 609 1959 marzo

Udi centro

sottofasc. 1

Presidenza-SegreteriaCircolari e corrispondenza; “La vita del circolo”, 1959, 1: numero doppio dedicato al 6° Congresso nazionale.

sottofasc. 2

Comitato Esecutivo-Direttivo Verbale di riunione e documento conclusivo sulla preparazione del congresso.

sottofasc. 3

Commissioni di lavoro

4 inserti: tabelle con composizione degli organismi dirigenti in Piemonte, Asti, Vercelli (Biella); Lombardia, Milano, Mantova; Liguria, Genova, Savona, La Spezia; Veneto, Rovigo, Verona; Emilia-Romagna, Bologna, Forlì, Reggio Emilia; Toscana, Siena, Livorno; Marche, Ancona; Campania, Salerno; Abruzzo, Teramo, Pescara; Puglia, Bari, Foggia; Calabria, Reggio Calabria, Cosenza. Anche circolari e modello di questionario per l’8 Marzo, dati sul tesseramento per province e circolari: Commissione di organizzazione; circolari e corrispondenza delle Commissioni problemi sociali e stampa e propaganda; dati sulla sottoscrizione a favore degli operai della Italcementi di Civitavecchia, tabelle con stipendi mensili, elenco delle trattenute e conteggi della Commissione conti dell’Udi.

Fasc. 618 1959 maggio

Udi centro

Congressi

6 sottofascicoli, contenenti atti, relazioni e altro materiale dei congressi provinciali di Emilia Romagna, Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Ravenna.

Anche aprile 1959.

Informazioni sulla composizione degli organismi dirigenti in Puglia, Taranto, Bari, Foggia; Toscana, Grosseto, Pistoia, Arezzo, Firenze (Prato), Siena, Massa Carrara, Pisa, Livorno (Piombino); Emilia- Romagna, Ravenna, Parma, Forlì, Bologna, Modena, Reggio Emilia; Marche, Ancona, Pesaro, Ascoli Piceno; Umbria, Terni, Perugia; Lazio, Latina; Veneto, Vicenza, Verona, Padova, Rovigo; Piemonte, Torino, Alessandria, Vercelli (Biella); Liguria, Genova, La Spezia, Savona; Lombardia, Cremona, Pavia, Milano, Mantova; Trentino Alto Adige, Bolzano; Sardegna, Sassari; Sicilia, Palermo, Enna; Basilicata, Potenza; Calabria, Reggio Calabria. A partire da “ informazioni sulla composizione …” fino a “ Reggio Calabria” la descrizione non corrisponde al contenuto del fascicolo. Anche febbraio-aprile 1959.

B. 70

Fasc. 619 1959 maggio

Udi centro

Congressi

9 sottofascicoli, con note, verbali, interventi e questionari con dati sulla composizione degli organismi dirigenti dei congressi provinciali, da: Toscana, Arezzo, Massa Carrara, Firenze, Livorno, Pistoia, Siena, Grosseto; Umbria, Perugia; Marche, Ancona, Macerata, Pesaro; Lazio, Roma, Frosinone; Campania, Avellino, Napoli, Salerno; Basilicata, Potenza; Calabria, Reggio Calabria, Cosenza; Sicilia, Trapani, Palermo; Sardegna, Cagliari; Lombardia, Brescia, Cremona, Lecco, Pavia, Como, Milano, Mantova; Abruzzo, Pescara; Veneto, Padova, Treviso, Vicenza, Verona; Emilia-Romagna, Ravenna, Bologna, Reggio Emilia, Piacenza; Friuli-Venezia Giulia, Udine, Gorizia, Trieste; Liguria, Genova, Savona; Puglia, Taranto, Foggia.

Fasc. 620 1959 maggio

Udi centro

Congressi

4 sottofascicoli, due dei quali suddivisi in inserti: composizione degli organismi dirigenti eletti nei congressi provinciali di 64 province; tabelle con il numero delle delegate per ogni provincia e contributi erogati; dati relativi sulla composizione delle delegazioni di Lombardia, Milano, Varese, Mantova, Como, Lecco, Brescia, Bergamo, Pavia, Cremona; Veneto, Venezia, Rovigo, Verona, Treviso, Padova, Belluno, Vicenza; Friuli-Venezia Giulia, Pordenone, Udine, Gorizia; Trentino-Alto Adige, Bolzano, Trento; Liguria, Savona, Imperia, La Spezia, Genova; Emilia-Romagna, Forlì (anche Rimini), Bologna, Parma, Reggio Emilia, Modena, Piacenza, Ferrara, Ravenna; Toscana, Arezzo, Lucca, Grosseto, Pistoia, Massa Carrara, Livorno, Siena, Firenze, Pisa; Umbria, Perugia, Terni; Marche, Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro, Macerata; dati relativi sulla composizione delledelegazioni provenienti da Lazio, Frosinone, Viterbo, Roma, Latina; Abruzzo, L’Aquila (Avezzano), Pescara, Teramo; Molise, Chieti; Basilicata, Potenza, Matera; Puglia, Taranto, Foggia, Bari, Lecce, Brindisi; Campania, Salerno, Avellino, Caserta, Napoli; Calabria, Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro (Crotone); Sicilia, Trapani, Messina, Siracusa, Catania, Palermo (Termini Imerese), Enna; Sardegna, Cagliari, Nuoro, Sassari, Oristano.

Fasc. 661 1960 aprile

Udi sedi locali

14 sottofascicoli, prevalentemente con corrispondenza, resoconto di attività, verbali di riunione, da: Piemonte, Novara, Torino; Lombardia, Varese, Pavia, Brescia, Lecco, Milano, Cremona; Friuli- Venezia Giulia, Trieste, Udine, Gorizia; Veneto, Padova, Venezia, Verona, Treviso, Vicenza, Rovigo; Liguria, La Spezia, Savona; Emilia-Romagna, Bologna (“Corriere mensile”, a cura della segreteria provinciale, 1960, 3-4, speciale sulle questioni finanziarie e il tesseramento), Ferrara, Forlì, Modena, Ravenna; Toscana, Arezzo, Firenze (Prato), Siena; Marche, Pesaro; Umbria, Perugia; Lazio, Latina, Roma; Campania, Salerno; Puglia, Bari; Calabria, Reggio Calabria; Sicilia, Enna; anche lettera circolare della segreteria ai comitati provinciali di Bolzano, Perugia, Terni, Cosenza, Palermo (Termini Imerese), Messina.

***

Il materiale d’archivio dell’UDI – Unione Donne Italiane – di Reggio Calabria (poi UDI le Orme con acronimo nazionale oggi Unione Donne in Italia) è riportato in una ricerca risalente al 2002 per conto del Minitero per i Beni e le Attività Culturali:

UNIONE DONNE ITALIANE DI REGGIO CALABRIA

Indirizzo: Archivio storico dell’Udi “Le Orme” di Reggio Calabria c/o Istituto A. Gramsci, via Galvani IV Traversa 89129 Reggio Calabria

Telefono: 0965/594150; 0965/24724

Responsabilità: Udi “Le Orme” di Reggio Calabria.

Referente/i: Maria Calvarano

Accessibilità e servizi: consultabile il materiale riordinato negli orari di apertura dell’Istituto

Compilatrice/i della scheda: Maria Calvarano

Dati complessivi: 20 buste con materiali riordinati, 50 buste con materiali da riordinare, 1944 – 2000.

L’Archivio raccoglie i materiali che si sono sedimentati nel corso della vita dell’Associazione, presente nella città dal 1944 e – con alterne vicende – fino ad oggi [2000]. Nel 1998, contestualmente al deposito dei materiali presso l’Istituto Gramsci, alcune militanti storiche dell’associazione, con donne che oggi si riconoscono nell’Udi, hanno deciso di riordinare i materiali dell’Archivio, contestualmente discutendo delle diverse fasi storiche della vita dell’Associazione e progettando una riflessione sulla modificazione del linguaggio nel movimento politico delle donne. Sono stati attivati contatti con la Sovrintendenza Archivistica della Regione Calabria e con l’Archivio di Stato, per consulenza scientifica.

L’ordinamento predisposto è sia tematico che cronologico. Allo stato attuale il materiale (documentazione cartacea, manifesti, periodici– «Posta della Settimana» e «Noi Donne» – libri, fotografie) è parzialmente riordinato per la sezione tematica ed è accompagnato da un primo elenco di “temi”, che costituiranno le serie archivistiche. La suddivisione rispecchia quella analogamente adottata per l’Archivio centrale dell’Udi.

Di particolare interesse i materiali relativi al lavoro, in particolare per gli anni ’70 e relativamente alla battaglia – che coinvolse un migliaio di donne e fu molto aspra per superare ostacoli di mentalità e di costume – per l’apertura della fabbrica tessile «Temesa». Consistenti inoltre i materiali relativi alle condizioni delle raccoglitrici di olive per tutti gli anni ’50, all’occupazione delle terre, alla tutela della maternità e della salute delle lavoratrici delle campagne.

Negli anni ’80, i materiali relativi al Comitato donne contro la mafia (promosso dall’Udi di Reggio Calabria e collegato ad analoghe realtà della Sicilia e della Campania); negli anni ’90 i materiali relativi alla costituzione – sempre promossa dall’Udi – della Cooperativa Lisistrata.

Contestualmente al riordino dell’archivio, le donne dell’Udi “Le Orme” di Reggio Calabria hanno avviato una collaborazione con la Commissione Regionale Pari Opportunità per la realizzazione di un archivio storico di tutte le associazioni femminili calabresi.

I materiali sono al momento suddivisi nel modo seguente:

Maternità

Lavoro

Violenza sessuale

Aborto

Asili nido

Consultori

Estratto da [ pag. 136]

PUBBLICAZIONI DEGLI ARCHIVI DI STATO

QUADERNI DELLA RASSEGNA DEGLI ARCHIVI DI STATO

100

Guida agli Archivi

dell’Unione Donne Italiane

Introduzione

MARISA OMBRA

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI

2002

http://www.archivi.beniculturali.it/dga/uploads/documents/Quaderno_100.pdf

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