Maria Calvarano

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Maria Calvarano, tra le fondatrici di UDI LE ORME di Reggio Calabria e presidente dell’Associazione fino a ieri, anche se non più attiva, ci ha lasciate.  

                         

Maria merita di essere portata per sempre nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta e di tutte noi dell’UDI. Certamente per le sue doti personali, di nobiltà e gentilezza d’animo, la sua cultura, l’ingegno, la forza di carattere. La nitidezza di pensiero e il sorriso dolcissimo, sempre stampato sulle labbra.

Ma certamente anche per l’impegno etico e politico che con il gruppo dell’UDI ha mantenuto a favore delle donne, in una terra difficile, in cui molte dovevano essere aiutate perfino a diventare consapevoli delle proprie schiavitù in situazioni a volte di miseria e di condizionamento familiare.

Il bisogno di affermazione e autonomia, il bisogno di costruire una identità personale e la propria libertà, nascono nelle donne calabresi e reggine grazie anche al gruppo di donne dell’UDI, coordinate per ultimo da Maria. Si andava di casa in casa come lei stessa ci ha ricordato appena qualche mese fa in una nostra visita, con gli occhi che le brillavano per l’emozione del ricordo. Si parlava con le donne nei quartieri, all’insaputa dei mariti, per renderle consapevoli e informarle sui loro diritti, sulle condizioni di sfruttamento che vivevano, che subivano in casa e sul lavoro di operaie o di raccoglitrici di olive, quando era possibile averlo, per dare loro anche aiuti economici e sostegno psicologico.

Accanto alle azioni concrete a favore delle donne, Maria seppe lanciare una UDI impegnata anche sul piano teorico e culturale. Ricordo molti preziosi incontri e seminari di lunga durata nei quali conoscemmo molte delle donne più affermate e importanti nel campo della filosofia, della politica e dello studio del movimento delle donne, alcune di loro ancora viventi e sulla breccia, grandi studiose e scrittrici. Come Elettra Deiana, Lidia Menapace, Luisa Muraro, altre …

Oggi le donne sono cambiate, la società è cambiata, ma il patto fondativo dell’UDI che Maria ha abbracciato interamente e trasferito nell’Associazione che ha guidato, impegna a costruire un mondo in cui l’esperienza della libertà e autodeterminazione femminili generi legami sociali di giustizia e pace. Un patto fondativo, che rimane essenziale ancora e da trasmettere alle future generazioni, suo obiettivo prioritario e nostro.

Oggi strette accanto alla famiglia, salutiamo commosse l’ultimo volo di una bellissima farfalla che non vedremo più.

Ciao Maria, e grazie per il modello che sei stata per tutte noi e per me in particolare.

Marsia Modola

UDI Reggio Calabria

In memoria di Maria Calvarano alla cerimonia di saluto                     08/04/2016

***

Ma ora che il nodo in gola si è un po’ allentato, a poche ore dal saluto, è doveroso ricordare Maria Calvarano anche per l’eccellenza delle sue qualità di studiosa e di ricercatrice.

Era laureata in chimica, una materia che amò e che fece lievitare nella sua vita fino alla risonanza delle citazioni internazionali e ai riconoscimenti per merito scientifico ed organizzativo, in un settore particolarissimo, denso di “calabresità”: gli agrumi e soprattutto il bergamotto.

Negli anni Cinquanta lavorò un paio d’anni in una industria agrumaria e nel 1956 fu assunta come ricercatrice CNR nella Stazione Sperimentale per le Essenze e i Derivati degli Agrumi, SSEA, un glorioso ente pubblico di ricerca applicata, scientifica e tecnologica, istituito a Reggio con DL luogotenenziale già nel 1918, oggi non più autonomo, ma accorpato.

In pochi anni vince il concorso come assistente ed è promossa aiuto della Direzione dello stesso Ente. Seguono il conseguimento della libera docenza in Chimica ed Applicazioni delle Essenze e degli aromi, e la vicedirezione dell’Ente.

Dal 1991 al 1998 è direttrice della struttura di ricerca.

La stessa passione che Maria ha riversato generosamente per il riscatto della figura della donna nella società, si ritrova nella sua ricerca scientifica specializzata, in un settore industriale poco conosciuto, ma molto legato alla sua terra e “creativo”. Si occupava di tecniche analitiche e selettive per la produzione di aromi ed essenze floreali, riutilizzo degli scarti, miglioramento e innovazione tecnologica della produzione, normativa e certificazione, soprattutto la valorizzazione del bergamotto. Agrume particolarissimo dalla fragranza unica, che cresce solo in alcune fasce microclimatiche della Calabria reggina.

Si è occupata di processi produttivi e innovativi in progetti CNR, e di ambito nazionale e comunitario, per es., AIR-CT 93-1335 “Process and products innovation for the citrus industry“; ECLAIR-AGRE 0058 “Advanced and innovative technologies for the citrus industry …, dell’attuazione di progetti sperimentali con impianti per la produzione di antociani, flavonoidi, edulcoranti non calorici.

Ha al suo attivo 92 pubblicazioni e tre monografie, ed è coautrice di un lavoro sugli Olii essenziali agrumari in Italia.

Nel 1992 su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri le viene conferita l’Onorificenza di Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Questa intensa attività di studio e ricerca Maria l’ha vissuta con delicata modestia, quasi con pudore, senza mai esibirla o farla pesare, a noi stesse quasi sconosciuta dato il settore molto specializzato.

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