Accordo di azione comune per la democrazia paritaria

 demoparitaria

                                              COMUNICATO

L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria,

in vista della costituzione di un  nuovo Governo, ritiene essenziale che sia nominata una Ministra per le Pari opportunità che sia  in grado nel Consiglio dei Ministri di far sentire la voce delle donne e i problemi del nostro paese in un rapporto di interlocuzione anche con l’insieme dell’associazionismo femminile. Un punto di riferimento per le politiche di genere in questa fase in cui la crisi economica colpisce le donne doppiamente nella loro vita pubblica e privata. Non possono continuare a essere trascurati o ad avere politiche deboli o di pura facciata problemi quali la disoccupazione femminile, il precariato, in particolare delle giovani, la violenza contro le donne e il femminicidio che continua a colpire in forme gravi il nostro paese, la necessità di rappresentare le donne contro le distorsioni operate sui media, la carenza di servizi sociali dovuta alle ridotte risorse degli enti locali, l’esigenza di promuovere la parità della presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali. Politiche che ci aspettiamo siano contemplate nel suo programma di governo e che dovranno impegnare tutti i ministri ma per le quali è importante avere una figura di stimolo e di coordinamento in una logica di mainstreaming. Sono molte le dimostrazioni di questa necessità che abbiamo avuto nel tempo, anche sulle politiche “generali” ma l’ennesima dimostrazione della necessità di una Ministra per le Pari Opportunità si è avuta di recente con le vicende derivanti dalla condanna di Strasburgo per la violazione del principio di parità nell’attribuzione del cognome alle figlie ed ai figli, cui ha fatto seguito un DDL approvato dal Consiglio dei ministri, lodevole per la tempestività, ma criticabile nei contenuti, del quale, peraltro, non si è avuto più notizia. Se non si provvederà al riguardo, la condanna avrà i suoi effetti e incombe anche un giudizio davanti alla Corte Costituzionale.

Roma, 15 febbraio 2014

Le Firmatarie dell’Accordo

L’ UDI, in quanto parte dell’Accordo, è cofirmataria della lettera al presidente incaricato

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