Discorso di fine d’anno delle donne della Terra dei Fuochi

mamme terra dei fuochi

L’inferno atomico

[sonoro da 0:32 di Servizio Pubblico 29/12/2013]

Le mamme dei bambini morti di tumore si sono date appuntamento alla casa di Imma. Hanno stampato 150.000 cartoline con le loro facce e le hanno inviate al Papa e al Presidente della Repubblica.

[le mamme]

–          Stanno ignorando completamente …

Ruotolo – Che cosa gli avete chiesto?

–          Aiuto …

–          Aiuto. E il danno … la beffa maggiore è stato poi scoprire che il nostro Presidente a cui abbiamo mandato le cartoline era il primo ad essere informato, perché all’epoca dei verbali di Schiavone [Carmine, il pentito che cominciò nel ’93 a fare le confessioni sul problema dei rifiuti nocivi seppelliti dalla camorra nel napoletano] era Ministro degli Interni.

 –          Io ho perso mio figlio che aveva nove anni e mezzo. Si è ammalato nel 2012 di glioblastoma multifocale e chi sa … il glioblastoma è dovuto a un fattore altamente ambientale.

 –          Mio figlio è morto a otto anni il 30 giugno di quest’anno, si è ammalato di osteosarcoma, tumore dell’osso. Pure a me quando siamo andati in ospedale mi hanno detto che è causato dall’inquinamento.

 –          È un anno e un mese che ho perso la mia Idalia, linfoma non Hodgkin. E anche qua la prima cosa che mi hanno chiesto: – ma dove vivete? Perché noi eravamo a Roma in vacanza, quindi abbiamo fatto questa radiografia per un semplice strappo muscolare. Lei avvertiva un po’ di dolore al costato e ci hanno detto: – ma dove abitate? Io dico a Casalnuovo. – Ma è una zona inquinata? Subito io dico no, là sono tutte campagne, ché nella mia testa l’inquinamento faceva rima con Napoli centro, la zona dove c’era maggiore smog. Perché questi rifiuti dovevano essere smaltiti in modo diverso rispetto ai rifiuti urbani? Perché facevano venire i tumori e le malattie incurabili. Ovviamente se me li trovo nell’acqua, se me li trovo sotto terra e se me li trovo nell’aria … perché comunque questi luoghi venivano appiccati ogni ora. Io ero sempre chiusa col balcone, perché appena aprivo c’era sempre puzza di plastica bruciata … È normale che i miei figli, i loro figli sono stati esposti a duecento agenti cancerogeni rispetto a chi ne ha cinquanta. Ed è ovvio che nei momenti di debolezza, magari per una semplice debolezza del corpo si sono ammalati di cancro. Punto.

–          Noi chiediamo giustizia, come ogni mamma. Come ogni mamma che perde un figlio che è vittima della terra, che è vittima delle istituzioni, che è vittima dello Stato. Perché i nostri figli sono vittime. Noi chiediamo giustizia per il futuro di quelli che verranno, ché qui siamo arrivati a un punto che ti alzi la mattina con un dolore e hai paura, temi … un raffreddore di un figlio, non parlo per me, ma parlo per loro, perché Antonio era il mio unico bambino, parlo per loro che hanno dei figli e devono essere tutelati. Non possono spaventarsi per ogni raffreddore, per un nonnulla. È assurdo vivere così.

Nella sola provincia di Napoli ci sono 4 milioni di eco-balle …

Alle otto del mattino nella chiesa di Caivano un’altra donna si rivolge al governatore della Campania Caldoro che aveva accettato di incontrare la popolazione:

–          Sono Pina, la mamma di Tonia. Mia figlia è morta tre mesi fa. Vuol venire con me all’ospedale per vedere tutti questi bambini? Sono tanti! Penso che si stia perdendo troppo tempo!

***

Vorremmo che gli auguri per un nuovo anno, per una nuova era, sorgessero e arrivassero nel profondo della coscienza di ogni persona, che non fossero soltanto una piacevole formalità. Che ogni discorso, ma soprattutto ogni operato di chi regge le istituzioni, avesse finalmente la determinazione che annunciano le parole.

Non più sofferenze dovute all’indifferenza, alla crudele ignoranza, agli sporchi interessi, alla  politica sporca. Che lo sporco scompaia da ogni rapporto interpersonale. Non più uccisioni di donne (e di uomini), non più guerre, non più fame a un passo dalla nostra casa o nella nostra casa, o nelle case lontane dalla nostra. Non più terra dei fuochi da nessuna parte.

Auguri. 

UDIrc

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