mediterranea

Udi Catania – settembre 2012

In Siria continua la coraggiosa resistenza della popolazione contro il regime di Assad. Le testimonianze dal Pese non sono numerose, spesso non verificabili, e comunque sempre tragiche, addirittura macabre.

Mediterranea dedica questo numero speciale con la traduzione di una intervista curata dalla scrittrice francese Florance Ollivry (profonda conoscitrice della Siria a cui ha dedicato diversi scritti) a tutte le ragazze e le donne siriane imprigionate, torturate, violentate, scacciate dalle loro case e uccise dal ‘macellaio’ di Damasco, lasciate in sua balia dalla logica degli ‘equilibri’ in questa parte dell’area mediorientale.

L’intervista è a Yaman Al Qadri, 19 anni, studentessa di medicina a Damasco, arrestata nel novembre 2011. La sua testimonianza ci fa comprendere come ‘lavorano’ i servizi segreti del regime, in particolare dentro l’università e in alcuni centri di detenzione e come il regime organizza la sua propaganda. La sua è la testimonianza di una sopravvissuta, mentre migliaia sono le vittime senza nome e senza volto.

Yaman, parlaci della mobilitazione degli studenti all’università e della tua in particolare, dopo l’inizio della Rivoluzione.

Dopo i fatti di Dar’a (una delle prime città che nel marzo 2011 si è ribellata al regime e contro cui è stata scatenata una repressione sanguinaria) gli studenti hanno provato compassione e senso di ribellione, pur avendo paura ad esprimere la loro indignazione. Da decenni il regime ci controlla e ci tiene sotto con la paura. Non tollera voci di dissenso. Le nostre famiglie, fin dall’infanzia, ci insegnano a non parlare di politica. Indignati per le torture inflitte ai bambini di Dar’a, gli studenti di biologia e di medicina si sono riuniti in silenzio, vestiti con abiti bianchi, con un fiore in mano. Molto presto i miliziani del regime che operano in università li hanno attaccati. Questi agenti erano in realtà studenti, membri della cosiddetta “Unione degli Studenti”: il governo utilizza questa struttura per controllare gli studenti dentro l’università e non esita a ricorrere alla violenza quando lo ritiene necessario. Il presidente di questa “Unione” è uno studente del 4° anno, è sempre armato, tutti gli studenti lo conoscono e lo temono. Negli stessi giorni gli studenti di odontoiatria hanno esposto uno striscione per lo ‘sciopero della dignità’ e hanno distribuito volantini. Ma generalmente tutti avevano paura e l’azione è stata molto limitata nell’università di Damasco nella primavera del 2011.

Mediterranea_speciale_settembre_2012

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