Perdere la nipotina

Un commento arrivato al post ‘Cara Luisa’.

Sono una nonna che ha perso una nipotina a causa della PAS. Voi signorine femministe dovreste vergognarvi a boicottare l’affido condiviso e la protezione dei bambini da questo orribile abuso.

Mia madre mi insegnò: chi regge il sacco è ladro quanto chi ruba.

E allora chi nega gli abusi sull’infanzia è colpevole quanto chi li compie.

Anna Rosa

***

Rispondiamo.

Gentile signora Anna Rosa, ci sforziamo di capire. Intanto se un dispiacere l’ha colpita, dispiace sinceramente anche a noi.

L’appellativo femministe (signorine pure, ma anche vivaci ottantenni) sembra che lei lo usi come per dire donne poco di buono, cattive, velenose, arrabbiate e violente, con gli occhi iniettati di sangue, un serpente per ogni capello. Niente di tutto questo.

Ogni donna che fa rispettare i suoi diritti, che non si fa calpestare, che non si fa trattare da essere inferiore in un certo senso è femminista. Cioè difende se stessa ma nello stesso tempo difende anche la parte cui appartiene come sesso, che subisce la stessa condizione. Questa necessità nasce dalla consapevolezza di avere tutte e tutti gli stessi diritti e doveri, una pari dignità tra donna e uomo. Se gli schiavi non avessero preso consapevolezza e non si fossero rivoltati avremmo ancora gli schiavi. Una persona o una collettività che subisce una condizione effettiva di oppressione ha il diritto di liberarsene. Per quanto riguarda le donne c’è un archetipo che dice comanda l’uomo. E’ giusto invece che né l’uno né l’altra pretendano di comandare, ma semplicemente si sforzino di dialogare e condividere, imparando a gestire i conflitti civilmente, anche se dolorosi, senza farsi giustizia da sé. Sa sicuramente che le donne cadono come mosche, una ogni paio di giorni per mano di mariti, conviventi, amanti, fidanzati, fratelli e anche padri. Senza parlare di quelle picchiate, maltrattate, umiliate. Non risulta il contrario, cioè che donne uccidano ogni due tre giorni uomini. Tragga, gentile signora, le conseguenze. D’accordo, non tutti gli uomini sono così.

Quanto all’affido condiviso e corresponsabile nessuna si sogna certo di boicottarlo. Il buon senso e la dottrina giuridica però ci dice che l’affido non può essere dato in condivisione quando vi siano stati tratti di manifesta violenza esercitata da una delle parti genitoriali. Anche sessuale, quindi pedofilia incestuosa. Il principio della condivisione non può e non deve essere quindi assoluto, ma subordinato alla condizione di fatto riscontrabile. Se vuole può dare un’occhiata qui.

E quanto alla Sindrome di alienazione genitoriale o PAS, se ripercorre all’indietro la sua storia si renderà conto che nasce principalmente come sostegno e consulenza legale e in effetti proprio al genitore di fatto alienante e abusante, consentendogli di assumere il ruolo di vittima / parte lesa e consentendogli anche, ricevuto l’affido condiviso o esclusivo, di continuare nel suo ruolo di abusante. Così, se la bambina o il bambino mostra disagio col padre, la responsabilità è attribuita alla madre che ha manipolato e plagiato tanto da far ammalare la bambina o il bambino stesso, ed ecco la sindrome, un disturbo psichiatrico addirittura conferito in via ipotetica o per deduzione meccanica su un quadro descrittivo di parte. La teoria viene divulgata a proprie spese dal suo inventore (che si offre anche di insegnarla gratis, 400 i casi di consulenze di parte affidatigli) con una sua casa editrice creata appositamente per scavalcare la peer review, cioè lo scambio di discussioni e critiche con la comunità scientifica. Chi la formula, è molto tenero con molestatori e pedofili creando una sorta di teoria ad personam, rovescia i termini e colpevolizza in ultima analisi fondamentalmente la donna. Per esempio se un marito abusa della figlia, è colpa della moglie che non soddisfa il marito, e non solo, viene raccomandato inoltre di avere tanta comprensione col genitore pedofilo perché la pedofilia, dice l’inventore, è praticata da miliardi di persone (accepted practice among literally billions of people). Chi la formula, il dottor Richard Gardner, muore suicida ferendosi più volte e poi piantandosi un grosso coltello nel cuore. L’autopsia rivelerà un quadro tossicologico (anche qui) da sostanze psicotrope.

UDIrc

Annunci

1 Commento

Archiviato in Contro la violenza sulle donne, diritti della persona, Giustizia

Una risposta a “Perdere la nipotina

  1. Pingback: Il bambino e la legge | UDI di Reggio Calabria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...