Il corpo delle donne in multiproprietà

 

(vitadapoker.it – carte da gioco firmate Playboy)

Domenica 13 maggio adunata a Roma dei movimenti pro life. Il sindaco di Roma si offre con tutta la fascia tricolore al Movimento per la Vita.

Un’occhiata,  per informazione sull’evento, al sito Movimento per la vita italiano. Sono elencate 14 voci evidentemente fondamentali per lo stesso movimento, e così esplicitate:

Aborto:                                                sedici righe

Famiglia:                                             –

Cellule staminali:                             –

Clonazione:                                         –

Comitato Nazionale Bioetica:      –

Embrione:                                            –

Giornata per la vita:                        del 4 novembre 2011 per il 5 febbraio 2012, (Consiglio perm. dei Vescovi), nulla sul 13 maggio

Manipolazioni genetiche:              –

Metodi naturali:                                 –

Ru 486:                                                 16 righe, conclusioni in termini di business

Contraccezione:                                –

Eutanasia:                                            –

Fecondazione artificiale:               19 righe

Le pillole del giorno e dei 5 giorni dopo: 16 righe, con rimando alla pagina la nuova bugia EllaOne

A parte la concezione del feto come Persona fin dal primo nanosecondo, la donna è pensata come pertinenza istituzionale e confessionale, macchinario di produzione che ha bisogno di manutenzione ufficiale per la vita, corpo in comproprietà anzi multiproprietà con destinazione d’uso irreversibile.

E a proposito di corpi, alla manifestazione erano presenti anche quelli in affitto. Dialogatori marcia per la vita, così chiamati, e reclutati dalla società Orienta spa a 35-40 euro netti per raccolta fondi da effettuare in occasione della marcia per la vita che si svolgerà nella mattina (orientativamente 9-13) del giorno 13-05-2012, che partirà da Colosseo per arrivare a Castel Sant’Angelo. Riportato il 4 maggio da lavoratorio.it  e molte altre agenzie web di offerte lavoro (infojobs.it, lavoro.studenti.it …).

Abbiamo visto questo annuncio su InfoJobs – hanno raccontato due studentesse fuori sede incontrate a via dei Fori imperiali – Sapevamo solo che si trattava di un lavoretto nel settore no profit. Abbiamo mandato il nostro curriculum e siamo state immediatamente contattate. (37 euro). Noi non siamo molto motivate, ma ci sono ragazze che stanno raccogliendo un mucchio di soldi. Ho visto io stessa un signore donare 50 euro”.  (Ambra Murè, paesesera.it, vedi anche 2012 attacco al corpo delle donne – Luisa Betti – ilmanifesto.it).

***

Averla è facile. Chiedimi come. Ma la card-fidelity naturalmente! Tutte le commesse da circa un mese hanno appuntato sul petto, possibilmente con bel décolleté, una spilla-card su cui è detto come è facile averla, basta chiedere come, alla commessa ovviamente. La card, cosa penserete mai!

Promozione interna di marketing sessista che qualsiasi negozietto, pizzeria, o azienducola ha sfornato facendo a gara sempre più in questi anni, sullo stesso stile, da una periferia all’altra. Dai pannelli solari, ai salumi, alle bibite…

Ma qui il cartellone si anima, l’oggetto del desiderio è a distanza di un braccio, è il corpo vivente della commessa. Contenente e contenuto, significato e significante, insieme ed elemento dell’insieme sono finalmente riuniti e offerti nel vettore corporale vivo femminile. Di proprietà per concezione patriarcale o in affitto–vendita per marketing, il corpo femminile si rivela il motore centrale, una sorta di google personificato, per  catturare consumatori. Anche di quel corpo. Corpo-merce … dobbiamo stare lì col sorriso sulle labbra, sa dove li manderei se fossi fuori. Dovete essere come geishe, ci ha detto la direttrice… (Clarice)

Ci casca la Rinascente. Dalle nuvole. Rimango stupita, non ho ricevuto nessuna protesta da altre parti d’Italia. Mi sembra pretestuoso, sono una donna anch’io ma non mi sarebbe mai venuto in mente. Comunque se la direttrice di Firenze me lo chiederà non avrò niente in contrario a ripensarci. (ricordate fi.GA’  bevanda?)

E’ la responsabile marketing-comunicazione della Rinascente a rispondere così alle proteste sempre più forti, partite da Firenze. Prima una commessa del reparto cosmetici-profumeria, poi altre, che si sono sentite umiliate da risolini e sbavolini maschili, cui rispondere con obbligata nonchalance.

I giorni delle coccole rincarano la dose, sempre Rinascente. Altra spilla fidelity: tvtb (ti voglio tanto bene, stile sms), fondo fuxia, promozione da effettuare nei giorni delle coccole. Le commesse, seduttive, voce suadente, elargiscono consigli estetici e di stile, target di maggior successo quello maschile. Francesca: Sono i giorni in cui diamo consulenze su trucco, immagine, nodo alla cravatta … Ma il modo, la strizzatina d’occhio con cui ci viene fatto fare, e che dimostra come il badge non sia casuale… (La repubblica Fi 18/4/2012)

Vestito sexy nero attillato, minigonna, tacchi alti, capelli tirati, foulard fuxia, sorriso perenne.

Il corpo delle commesse è anche proprietà della Rinascente, proprietà estetica: obbligo di trucco, obbligo di look sexy, obbligo di carineria, obbligo di prestazione d’immagine, obbligo di seduzione. Ma anche proprietà fisica pro tempore, vista la facilità di dismissione di quel corpo con il licenziamento. La scheda individuale di valutazione è un ottimo deterrente, se si contesta la gerarchia commerciale interna che crede utile fondere le due immagini quella del marchio e del corpo-market delle donne in un solo vettore.

Ancora Francesca: Il badge è un messaggio subliminale, un’offesa, una violenza, un considerare la donna oggetto … Le ragazze con i contratti più recenti che hanno l’obbligatorietà del lavoro domenicale, circa la metà di noi, lavorano solo loro e tutte le 52 domeniche dell’anno. E non mi dite che, per i rapporti familiari e sociali, la domenica e il martedì sono la stessa cosa. Noi con il vecchio contratto le sostituiremmo a turno ma non ci vogliono perché costeremmo il 150 per cento di maggiorazione. Loro solo il 30: due euro l’ora netti in più, 16 in tutta la giornata … Non combattiamo contro le domeniche aperte. Ma allora ci vengano riconosciuti diritti e tutele come agli altri lavoratori delle urgenze, a cominciare dalla sanità. A livello economico e di turnazioni. (da zeroviolenzadonne.it) 

***

San Marco di Castellabate. Un uomo fa giustizia da sé uccidendo a coltellate un altro uomo (sessantenne) che si era offerto di dare un passaggio fino a scuola alla figlia, e che aveva tentato di violentarla senza riuscirvi per la forte reazione ricevuta. Per un verso è ininfluente che l’uccisore sia tunisino, per un altro è lo stesso indicatore di una stessa lettura. Quella che riguarda, al di là di raptus, gelosia, rabbia, dolore chiavi di lettura prevalenti della cronaca mediatica, il senso maschile atavico, radicato, dell’essere proprietario e tutore del corpo femminile.

Il padre della quindicenne aveva già denunciato il fatto ai carabinieri e al pronto soccorso avevano rilevato, per fortuna, solo qualche escoriazione alla figlia. Ma qualche ora dopo è esploso lo strato profondo patriarcale millenario, la cultura della  vergogna e del disonore, il dovere della vendetta e del fare la guerra, della soluzione finale,  la risposta codificata tribale per il furto di una proprietà naturale esclusiva: moglie, figlia, sorella. Lo abbiamo anche studiato a scuola nell’Iliade.

Quello stesso strato da cui si è sentito ancora ricordare la pena di morte, come vendetta pubblica e collettiva, istituzionale, per l’avvenimento efferato di Brindisi.

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