Un bene comune

ONCOLOGIA AL CIACCIO UNA REALTA’ DA TENERE STRETTA

LEGGO su questo giornale che, ancora una volta, c’è chi pensa di chiudere il Centro oncologico Pugliese-Ciaccio per “fonderlo” con l’università. Ci aveva provato l’ex governatore del centrosinistra Agazio Loiero con un colpo di mano, alla vigilia delle elezioni amministrative, suscitando l’indignazione e la disapprovazione generale.

Oggi ci riprova il governatore del centrodestra, Giuseppe Scopelliti, che, per non essere da meno del suo collega che l’ha preceduto, non solo ha sottoscritto un accordo con il Rettore dell’università per cancellare il Centro, ma ha già deciso che al suo posto sorgerà un Centro di riabilitazione. Chi come me da anni è costretta a frequentare quel luogo per essere curata, seguita, sempre con la speranza nel cuore della guarigione, sa cosa significa trovarsi all’improvviso di fronte a una tale decisione, che sconvolge la tua vita senza che nessuno te ne abbia chiesto il permesso. Nella “sfortuna” mi sono sentita sempre “fortunata” perché ho potuto curarmi nella mia città, restando accanto ai miei cari. Mi sono sentita “fortunata” che in questa città ci fosse un dottore come il dottore Molica e la sua equipe, che avevano lavorato per prepararmi un luogo accogliente, umano, sereno e di altissima professionalità, con tecnologie e protocolli di cura avanzati. Mi sono sentita “fortunata” di aver ricevuto le stesse cure che avrei avuto in qualsiasi Centro d’eccellenza d’Italia. La mia “fortuna” è stata di aver trovato in quel luogo l’essenziale per chi si affida alle mani di medici ed infermiere/i.

Vi ho trovato uomini e donne, preparati/e professionalmente e umanamente, che mi hanno permesso di affrontare la chemio con serenità e di continuare ad andare ai controlli periodici con la speranza nel cuore e la tranquillità che li avrei sempre trovati in quel luogo. Ora questa certezza e questa serenità Scopelliti e il rettore dell’università, un signore che neppure conosco, hanno deciso di togliermele. Con il loro accordo gli interessi di chi hanno fatto? Non certo i miei e quelli delle tante ammalate e ammalati del Centro. Non so se la città si ribellerà ancora una volta, come un anno fa, ma mi colpisce il silenzio che oggi regna sulla vicenda, anche da parte delle attuali amministrazioni locali, pronte a gridare allo scandalo se a decidere di chiudere il Centro è l’avversario politico e zitti se lo decide il governatore amico.

Mi colpisce il silenzio di colui che un anno fa, da rappresentante sindacale insieme ad altri, creò un Comitato in difesa del Ciaccio contro quella che definì una “beffa”, ed oggi da consigliere del centrodestra e presidente della Commissione urbanistica non dice una parola. I governanti amici non si criticano, si lusingano, si applaudono e un giorno si e uno pure si lodano, per quello che fanno, come sta capitando in questa regione. In questa città si sta permettendo al governatore Scopelliti di cancellare un Centro di eccellenza, di distruggere professionalità e vite umane a favore di una Fondazione, che ancora non si sa bene neppure cosa sia. E intanto la città si impoverisce, nell’indifferenza generale, rendendo la vita ad ammalate e ammalati ancora più difficile e triste. Il dottore Molica e la sua equipe hanno dato tanto in questi anni a questa città. Ora tocca alla città ricambiare con riconoscenza e gratitudine, mettendo da parte tutte le appartenenze, con la consapevolezza che quel Centro va difeso e protetto, perché non si può consentire a nessuno di distruggere un bene comune.

Franca Fortunato

[Quotidiano della Calabria/14.11.2011]

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