Mostruoso, folle, lucido.

essenza della nostra lotta

fase 1. Lanceremo campagne di informazione per creare consapevolezza utilizzando qualsiasi mezzo necessario, compresa la distribuzione dei nostri messaggi usando attacchi-shock letali contro le concentrazioni dei traditori di classe A e B in un pan-Contesto europeo. L’obiettivo primario degli attacchi d’urto non è l’immediata manifestazione fisica dell’attacco (distruggendo alcuni edifici, uccidendo un centinaio di traditori), ma piuttosto gli effetti indiretti. Attacchi-shock avranno la potenza di penetrare il rigoroso regime di censura dei marxisti culturali/multiculturalisti. Ogni sostanziale attacco-shock avrà dunque il potenziale per fare enormi danni ideologici sull’ideologia multiculturale e sui suoi propagatori in vari modi (come il sogno multiculturale diventerà mai così distante) …

***

1. Prendiamo il nemico di sorpresa.
2. Conosciamo il terreno dello scontro.
3. Abbiamo una maggiore mobilità e velocità rispetto alla polizia.
4. Siamo al comando della situazione e dimostriamo grande decisione, ciò comporta che il nostro nemico è stordito e incapace di agire.                  5. Siamo pronti a morire per portare a termine i nostri obiettivi.

***

1. Finanziamento dalla tua operazione
2. Ricerca e raccolta di informazioni sicure
3. Acquisizione di armi, giubbotti antiproiettile e altre attrezzature
4. Trasporti (con un’auto / scooter disponibile o contare su un’espropriazione)
5. Stoccaggio sicuro in cache remota (eliminazione di elementi di prova)
6. Ricognizione o esplorazione del terreno
7. Studio e cronometraggio dei percorsi
8. Simulare l’operazione più e più volte (studio e pratica)
9. successo

***

Sono estratti dal documento farneticante di 1550 pagine, pubblicato sul web (un anno di lavoro) dove l’attentatore di Oslo teorizza la Rivoluzione d’Europa entro il 2083 contro i traditori, i sostenitori del multiculturalismo. Una crociata militare permanente anti-islamica e contro tutti i soggetti che sporcano l’Europa templare bianca e cristiana. Neppure il Papa ne è esente.

La strage di Oslo ci ricorda e ci sbatte sotto gli occhi molte cose disgraziate.

Per prima cosa quella parte di giornalismo codardo che non affronta la notizia ma la mistifica in mala fede o trova sempre il modo di infilare cose care. O quel giornalismo lumaca che diventa gazzella, ma sempre un passo indietro (sulla verità) o avanti (sul cicaleccio), quando l’evidenza della realtà esplode. Le testate più accorte in Europa (ma anche in Italia) erano state molto caute o avevano abbandonato la pista islamica venerdì a tarda sera a chiusura delle edizioni, ma i portabandiera a servizio nostrani hanno voluto insistere con la pista islamica ricominciando da Adamo ed Eva con tanto di esperti. Ridicola disonorevole marcia indietro del giorno dopo. Le edizioni televisive realtime non hanno nemmeno brillato.

Il mostro è nel nostro armadio. Anders Behrin Breivik.

L’esecutore della strage mostra un profilo che ha delle concatenazioni obbligate. Passione per i giochi di guerra. Dunque ama le armi, la caccia, la guerra, le divise, la pulizia etnica. Estrema destra politica. Odia il mondo islamico con quella commistione ecstasy di templarismo, cristianesimo, cavalieri-fantasy del bene contro il male assoluti. E non poteva che odiare anche le donne. Il circolo di questo profilo si chiude. Ce lo conferma un particolare.

Aveva pubblicato un video De Laude novae militiae, prendendo il titolo del libro del monaco Bernardo di Chiaravalle, con l’asse ideologico ben elaborato in titolazione:

Cavalieri templari d’Europa

Unità non diversità

Monoculturalismo non multiculturalismo

Patriarcato non matriarcato

Isolazionismo europeo non imperialismo europeo.

In questo atroce miscuglio di arcaismi che nega il mondo, spacciato come radici culturali, la donna non può osare di sottrarsi all’assoggettamento millenario, fisico psicologico e sociale. Lo esclude la struttura gerarchica e del comando monoculturale appunto, maschilista, patriarcale. Qualcosa sottocenere brucia nei paesi felici del nord Europa, ai primi posti per stupro. [] []

Dopo la caduta del muro di Berlino le realtà scandinave vanno mutando profondamente. Il pericolo più grosso è la mafia russa, molto infiltrata, che ha trovato pascoli facili e vicini. Curioso indicatore: il 60% dei libri che si comprano a Stoccolma, Copenaghen, Oslo sono gialli.

Il tradizionale Stato sociale e dei servizi e della buona politica estera mediatrice si va appannando. Crisi economica. Immigrazione più o meno intorno al 10% in Svezia, Norvegia, Danimarca. Le destre xenofobe cominciano ad essere consistenti, anche se un po’ meno in Norvegia. E quasi metà dei paesi europei hanno mandato almeno un loro rappresentante di estrema destra al Parlamento europeo.

II potere della razza ariana bianca era il tema su cui 22.000 iscritti e iscritte (purtroppo anche donne)  discutevano nel 2009 su Nordisk, un forum neo-nazi  sul web a cui Breivik era approdato. Lo aveva poi lasciato perché troppo moderato.

Tra le annotazioni scritte della sua tragica spazzatura mentale aveva stabilito, prima del martirio (il suo, non avvenuto) e della strage, di festeggiare con vino rosso pregiato e due prostitute di alto bordo. Un classico del decadentismo della vigilia di morte. Eros (impossibile o pagato) e thanatos (facile, basta premere un grilletto).

Il fenomeno delle formazioni neo-nazi (e misogine-maschiliste) è preoccupante nel senso che dispongono ora di un comodo e facile strumento di comunicazione e aggregazione: il web. Creano reti, scambiano, si incontrano in raduni segreti. Altro mezzo di attrazione per veicolare messaggi e per fare adepti e adepte sono i concerti, white power music. (La Stampa 24/7/2011)

Una metamorfosi: negli anni passati il look, ostentato, era riconoscibile dalle teste rasate, anfibi, borchie, nero e altri dettagli ricorrenti. Oggi il mimetico delle tute, che pure amano, è passato al look: capi di abbigliamento di tendenza senza particolari segnali di gruppo codificato. La mimetica sociale facilita i rapporti e non allarma.

Ma il mezzo più pericoloso è l’uso delle donne. Utilizzarle come piattaforma di consenso e come veicolo virale per l’infezione ideologica della società. Una tecnica ben riscontrata ormai, ma poco conosciuta dalla maggior parte su fb. I gruppi maschilisti o segnatamente antifemministi (mariti e padri separati che la devono far pagare cara o semplici odiatori di donne, della loro libertà e autonomia) creano account-cloni o fake con profili di donna o fantomatiche associazioni contro la violenza sulle donne. O siti sulla QM, questione maschile. In uno di questi, il problema posto era: quali motivi hanno tutti i mariti a cui la moglie rovina la vita per sempre, per non ammazzarla?

Marcel Gleffe

In ultimo un po’ di commozione e gioia. Marcel Gleffe è un tedesco, da qualche anno fa il riparatore di tetti in Norvegia. Venerdì si trovava in campeggio davanti all’isola di Utoya, luogo dell’eccidio. Ai primi spari guarda col binocolo, intuisce la carneficina e con grande rapidità fa la spola con una barca recuperando i ragazzi e le ragazze ancora in vita, in fuga a nuoto  per scampare agli spari. Forse una trentina ne è riuscito a portare fuori tiro. E tutte le persone in campeggio hanno collaborato. Intorno a 150 le giovani vite salve.

La maggioranza della specie avrà pure questo istinto, ma basta un solo folle per produrre danni irreparabili alla specie stessa e questa non sempre si accorge e previene. Spesso perde la memoria.

Un centinaio le vittime del massacro tra la sparatoria a Utoya e l’eplosione preparata a Oslo. Breivik ha chiesto di presentarsi a un processo pubblico e in divisa.

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