Quando soffia il nucleare

Inquietante l’analogia tra l’episodio cardine del film Quando soffia il vento,  uscito nel 1986, e la duplice tragedia tsunami-nucleare di Fukushima. Un’onda d’aria e un’onda d’acqua apocalittiche.

Nel lungometraggio animato moglie e marito, non più giovani, vivono serenamente in pensione isolati in campagna, nel Sussex inglese. La loro vita scorre con dolce monotonia, ancora teneri e poetici, qualche reazione vivace, le notizie alla radio e televisione.  E’ in corso la guerra fredda, le massime potenze minacciano il mondo con la bomba nucleare.

I due, che si danno del Micio e Micia, sono assolutamente inconsapevoli delle conseguenze di una possibile guerra moderna rispetto a quella ultima mondiale da loro vissuta. Il manuale di sopravvivenza per la famiglia distribuito dal governo è l’unico aiuto tragicomico.

La testata nucleare parte davvero.

I governi non dicono tutto ai cittadini, hanno il vizio planetario di rassicurare omettendo, nascondendo, dicendo bugie. La struggente impotenza di Micio e Micia è conseguenza della ingenua fiducia nell’azione governativa (aspetteranno soccorsi che non arriveranno mai), metafora di una non consapevole partecipazione dei cittadini alle scelte fondamentali della vita collettiva.

Il cortometraggio diretto da Jimmy Murakami, colonna sonora Roger Waters (Pink Floid), Hugh Cornwell e David Bowie, 190 mila disegni a passo uno su modellini fotografati, fu sostenuto da GreenPeace.

 

Tsunami Nucleare è appena uscito ieri, edito da manifestolibri, autore Pio d’Emilia che da trent’anni abita in Giappone, corrispondente per Sky Tg24 e il manifesto.

Il disastro di Fukushima – un misto di menzogne, omissioni arroganza e sciatteria – ci sta confermando, per l’ennesima volta, che l’energia nuckeare non è sicura, scrive nella prefazione.

Ma il volume oltre all’appassionato reportage del disastro (ho cercato di evitare… ogni forzatura, ogni gratuito allarmismo), con foto e un’analisi di come i media siano stati reticenti, include un illuminante inedito della scrittrice Randy Taguchi: Ecco come è nata la scelta nucleare del Giappone.

Taguchi racconta come sia stato possibile che il Giappone, dopo la distruzione di Hiroschima e Nagasaki tramite bomba H americana, abbia potuto optare per l’adozione delle centrali energetiche nucleari.

Nel ’54 grande impressione  provocò nel paese la contaminazione del peschereccio Daigo fukuryū a causa dell’esperimento nucleare USA sull’atollo di Bikini, non annunciato, che doveva anzi rimanere segreto.

Il peschereccio alla pesca nelle acque dei dintorni dell’atollo fu sorpreso dall’onda d’urto dell’esplosione e dietro l’innegabile evidenza gli USA dovettero ammettere.

Ebbene, all’incirca un anno e tre mesi dopo la sciagura del Daigo fukuryū maru, il Giappoone e gli Stati Uniti stipularono a Washington un accordo di cooperazione nucleare.  

Come? Pressioni, creazioni di lobby, manipolazioni mediatiche.

Chi? … Shōriki Matsutarō, uomo politico e soprattutto proprietario e direttore dello Yomiuri Shibun, uno dei principali quotidiani nazionali. Si tratta inoltre del fondatore della prima emittente televisiva privata, la NTV…

Un copione conosciuto.

 

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