Democrazia Paritaria – iniziativa UDI – 120.000 firme raccolte – aperta oggi discussione

Riceviamo da UDI nazionale la comunicazione della Responsabile Pina Nuzzo sulla discussione che oggi si apre in sede istituzionale del disegno di legge d’iniziativa popolare promossa dall’UDI: “Norme di Democrazia paritaria per le assemblee elettive”/n. 2/09.  ()  

120.000 firme raccolte dai banchetti in tutta Italia. L’iniziativa, chiamata in modo contratto 50E50, propone la risoluzione normativa della forte disparità fra rappresentanza maschile e femminile negli organi amministrativi e decisionali. La garanzia della presenza delle donne, assolutamente minoritaria o addirittura assente ad oggi, sposterebbe la democrazia in un quadro di reali pari oppurtunità, ancora tanto lontane.

(http://www.unionedonne.altervista.org)

(audizione Milena Carone)

L’audizione in Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama avvenne nello stesso giorno in cui Beppe Grillo presentò  anche un suo ddl d’iniziativa popolare, e appena dopo l’esposizione della delegata UDI. Di Grillo possiamo sapere dalla stampa, a distanza di più di un anno, che era in cravatta, completo blu e camicia bianca. Furono riportate molte sue frasi… colorite, ma soprattutto il riferimento alle calzature estive in legno, offensivo al femminile, che oscurarono totalmente il ddl UDI. Non una riga, un accenno (, , ,).

Quando si dice il silenzio delle donne

Auguri a noi donne, alla democrazia, alla società. 

 

 UDI – Unione Donne in Italia

 

  

  

  

  

 

 

UDI – Unione Donne in Italia Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma, 15 – 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com http://www.udinazionale.org

 

Lettera aperta al Presidente della Commissione Affari Costituzionali   Senato della Repubblica

Onorevole Presidente Sen. Vizzini,

apprendo dal web [http://www.stato-oggi.it/archives/000111385.html] che ieri 21.09.10 ha deciso di avviare, a partire da oggi 22.09.10, la discussione generale sul disegno di legge d’iniziativa popolare n. 2/09 “Norme di Democrazia paritaria per le assemblee elettive” per il quale c’è stata audizione dell’UDI in data 10.06.09.

Pertanto, ho dedotto che l’Ufficio di Presidenza ha deciso di dare riscontro negativo alla richiesta dell’UDI di essere informata dell’avvio di tale discussione.

In premessa, ribadisco una cosa che riguarda l’Associazione di cui sono rappresentante legale, già nota come Unione Donne Italiane, oggi Unione Donne in Italia, che tra qualche giorno compirà 65 anni. L’UDI si è affidata all’Istituzione Senato, con un Progetto di iniziativa popolare rivolto a tutti i cittadini, a tutti gli schieramenti, senza distinzione.

Ripercorro solo brevemente alcuni passaggi, di cui pochi sottoscrittori della nostra proposta sanno, perché l’intera Campagna dell’UDI, inclusi i suoi risvolti istituzionali, è stata ignorata da organi di stampa e tv italiani:

  • L’audizione (un novus nella storia parlamentare per i progetti popolari) viene richiesta formalmente dall’Udi nel 2007;
  • La richiesta viene accolta dal Presidente della Commissione nella precedente legislatura, sen. Bianco, oggi componente della Commissione;
  • Di ciò il 10.06.09 la nostra relatrice ha dato atto durante l’audizione;
  • Di quella audizione la stampa (ricordo il Corsera con una foto eloquente) ha dato un riscontro di qualche riga, e solo in virtù della felice (!?) coincidenza dell’essere stata, la nostra audizione, affiancata a quella del sig. Giuseppe Grillo, giovatosi, e ne siamo soddisfatte ma solo in nome della democrazia, della nostra richiesta accettata.
  • Di quella audizione è ancora presente sul web l’integrale audio, sul sito di radio radicale.

 

Oggi non sono qui a recriminare, né a rivangare gesti e affermazioni di quella audizione.

Oggi sono qui a dirle che la nostra Proposta è generale, può essere accolta a prescindere da qualsiasi decisione venga assunta dal Parlamento Italiano in merito alla riforma dei vari e tanti sistemi elettorali in discussione. E la nostra Proposta non costa un euro alle casse dello Stato.

Ci siamo rivolte allo Stato, di cui Voi siete i rappresentanti in sede legislativa. Non ci siamo rivolte ai Partiti in quanto tali, con nessuna richiesta o appello. Ancor meno ci siamo rivolte ad uno schieramento in particolare. Lo abbiamo fatto perché riteniamo che la Democrazia paritaria sia una condizione imprescindibile in una democrazia, per dirsi tale. Una delle condizioni, certamente. Al nostro sguardo, la prima condizione fra tutte quelle che vi terranno occupati per dare leggi elettorali e non solo elettorali che rendano il nostro un Paese realmente civile e democratico.

Confidiamo che donne e uomini di buona volontà che siedono nella Commissione, e dopo di loro altri che si occuperanno della materia elettorale, tengano conto della nostra Proposta per quello che è, per come è arrivata a voi, e per come alcune e alcuni hanno affermato, in quella audizione, di conoscerla bene per averla sostenuta, oltre che sottoscritta in un banchetto.

Le chiedo, ove possibile, di informare i Componenti della Commissione di questa mia. L’Udi la diffonderà sul web. La invieremo anche alla stampa, come tutti i nostri comunicati.

Le rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro.

Pina Nuzzo per UDI – UNIONE DONNE in ITALIA

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