
Udi Catania – maggio 2012
Maggio 1948 – Maggio 2012 / ‘AL NAKBA’ / LA PALESTINA NEL CUORE
Paese-Algeria / Mai tante donne in Parlamento, oltre un terzo dei deputati
Paese-Tunisia / La disperazione delle madri dei dispersi, tentato suicidio col fuoco
Paese-Siria / La repressione durissima contro l’informazione
Paese-Israele / Studi rabbinici aperti agli omosessuali
Paese-Città del Vaticano / Contro le suore della Lega delle Religiose Americane – LCWR
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Paese-Mondo / Allarme per le recenti posizioni della Commissione ONU per lo Statuto delle Donne. La rete internazionale delle organizzazioni delle donne è in allarme per la posizione assunta dalla Commissione dell’ONU sullo Statuto delle Donne nel corso della sua recente sessione (15 marzo), che rimetterebbe in discussione, nei suoi documenti, il riferimento ai ‘diritti umani e libertà fondamentali delle donne’ reintroducendo la inaccettabile espressione ‘valori tradizionali’. La rete ha espresso la sua opposizione a qualsiasi rinegoziazione degli accordi internazionali che riguardano intoccabili diritti umani delle donne.
Paese-Continente Africa / Abolire la pena di morte in tutto il Continente africano.
Paese-Italia / Lista ‘Binah’, il femminile nell’ebraismo. Le donne della Comunità Ebraica di Roma (la più numerosa in Italia) hanno presentato una loro lista (‘Binah’, termine che nella Kabala indica la saggezza pratica) per le elezioni del nuovo Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, UCEI, previste il 10 giugno …“ anche nella Comunità ebraica, come in politica e in molti altri ambiti della nostra società, la presenza femminile è sempre minoritaria e marginale. (…) Siamo per il pluralismo, la condivisione e la partecipazione nelle politiche comunitarie ai fini di una piena realizzazione della democrazia”.
ALLEGATO : Persone/Libri/Film…
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Udi Catania speciale Comiso Aprile 2012
L’UDI di Catania diffonde l’appello del Centro Studi Pio La Torre
Il 4 aprile di trenta anni fa oltre centomila siciliani, ma anche tanti, tantissimi giunti da ogni parte d’Europa, sfilarono per le campagne di Comiso, dentro la città per dire no alla costruzione di una base militare che avrebbe dovuto accogliere 112 missili cruise a testata nucleare. Erano parte di un poderoso movimento europeo che per un decennio, in un continente diviso dal muro di Berlino e minacciato dalla guerra atomica, combatté per liberare il mondo dal dominio delle superpotenze di allora, Stati Uniti e Unione Sovietica, convinto della necessità di un’Europa “senza missili dall’Atlantico agli Urali”, in cui solo la pace e la distensione – e non il riarmo – avrebbero facilitato i processi di democratizzazione nell’Est Europeo. I missili a Comiso indicavano che il nuovo fronte del conflitto si stava spostando nel Mediterraneo: il nuovo nemico del nord era ormai il sud, come la storia degli anni successivi ha poi dimostrato.
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Udi Catania – marzo 2012
Mondo-Giornata Internazionale della Donna 2012 / Dal messaggio della Direttora ONU Donne, Michelle Bachelet
Paese-Iran / L’8 marzo delle iraniane: prima di tutto contro la guerra
Paese-Francia / Strage nella scuola ebraica di Tolosa
Paese-Israele / Naom, 18 anni, dice no al servizio militare obbligatorio
Paese-Afghanistan / Nei negoziati di pace coi talebani i diritti delle donne saranno svenduti?
Paese-Kuwait / Le donne arretrano, sono fuori dal nuovo Parlamento
Paese-Turchia / Dibattiti accesi intorno alla statua di una donna nuda che allontana da sé il velo
Paesi del Golfo-Arabia Saudita / Kuwait / Emirati / Beni, capitali e lavoro delle donne del Golfo
Paese-Palestina / Gaza / Le ragazze e i ragazzi del Club del Libro
Paese-Tunisia / Congresso Internazionale delle donne islamiste, per il califfato
… un avvenimento senza precedenti: “Le donne mussulmane si riuniscono per sostenere che non vogliono vivere nelle società democratiche secolari e liberali, ma nemmeno in sistemi come quello saudita o iraniano, che si presentano come stati islamici ma in realtà sono dittature – il califfato è la risposta, nel califfato le donne lavoreranno e avranno un ruolo politico, anche se la loro principale missione è quella di allevare i bambini e sostenere il nucleo familiare” (dichiarazioni alla stampa della delegata britannica Nasrine Nawaz.)
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Segni preoccupanti di cedimento sullo Statuto delle Donne in discussione in una Commissione all’Onu dove una espressione neutra è preferita ad una diretta e riferita a diritti e libertà delle donne.
Donne, Umano? Stai scherzando?
(da women in the city)
Nel corso della sessione di Marzo di una delle sue Commissioni sullo Statuto delle donne (conclusasi il 15 marzo 2012), l’ONU ha sostituito l’espressione “Diritti umani e libertà fondamentali delle donne” con l’espressione “valore tradizionale”. Una decisione piena di conseguenze per le donne, massicciamente maltrattate in tutte le tradizioni patriarcali, denuncia una rete internazionale di organizzazioni e movimenti di donne che dice “No a qualsiasi riapertura dei negoziati sugli accordi internazionali sui diritti umani delle donne”, e chiede ai governi, tutti e nessuno escluso, “di dimostrare il loro impegno a promuovere, proteggere e realizzare i diritti umani e le libertà fondamentali delle donne.”
La rete internazionale della quale fanno parte Asia Pacific Forum on Women, Law and Development (APWLD), Association for Women’s Rights in Development (AWID), International Women’s Heath Coalition (IWHC), International Women’s Rights Action Watch Asia Pacific (IWRAW ASIA PACIFIC), Women Living under Muslim Laws/ Violence is not our Culture Campaign, ha sottoscritto una Dichiarazione indirizzata agli Stati membri dell’ONU, alle agenzie ONU sui diritti umani, alle agenzie ONU ed agli organismi per lo sviluppo.
Pubblichiamo il testo integrale della Dichiarazione (engl), postata il 6 maggio su www.feministes-radicales.org
Women, Human ? Are You kidding ?
The fifty-sixth session of the Commission on the Status of Women took place at United Nations Headquarters in New York from Monday, 27 February to Friday, 9 March 2012. The closing meeting was held on 15 March 2012.
The UN Commission on the Status of Women failed to adopt agreed conclusions at its 56th session on the basis of safeguarding « traditional values » at the expense of human rights and fundamental freedoms of women.
Together with our partner feminist and women’s rights organisations, we say NO to any re-opening of negotiations on the already established international agreements on women s human rights and call on all governments to demonstrate their commitments to promote, protect and fulfill human rights and fundamental freedoms of women.
We have outlined our concerns in the statement below, which will be submitted to UN Member States, CSW and other relevant UN human rights and development entities.
Thank you for your support.
Asia Pacific Forum on Women, Law and Development (APWLD)
Association for Women’s Rights in Development (AWID)
International Women’s Heath Coalition (IWHC)
International Women’s Rights Action Watch Asia Pacific (IWRAW ASIA PACIFIC)
Women Living under Muslim Laws/ Violence is not our Culture Campaign