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Udi Catania – novembre 2012

Benvenuta Palestina!

Quattro anni fa, in quei drammatici giorni che seguirono l’assedio di Gaza, lanciammo un appello dal titolo: “La questione morale del nostro tempo”. Rappresentava il tentativo non solo di uscire dalla spirale della guerra ma anche dai rituali dello schierarsi con le parti in conflitto, per provare ad indicare una prospettiva diversa, capace di modificare il nostro sguardo su un conflitto che affonda le proprie radici nel cuore di tenebra dell’Europa e del suo Novecento. Si avviò una carovana. Si nutriva di culture e di storie che la guerra intendeva cancellare, di resistenza nonviolenta a dispetto della chiamata alle armi, di relazioni fra territori e persone nell’intento di valorizzare luoghi e saperi che nell’intreccio del Mediterraneo hanno costruito straordinarie civiltà niente affatto in conflitto. Una rete fittissima di esperienze che hanno interagito con la “primavera araba” dopo la quale niente è più come prima.

Appello di Moni Ovadia e Ali Rashid

PaeseEgitto – Preoccupazioni delle donne per la nuova Costituzione: manifestazioni al Cairo il 25 novembre

Paese – Francia - I ministri imparano ‘azioni esemplari’ sul piano della parità

Paese – Egitto - Dopo le presentatrici col hijab in tv, anche le assistenti di volo.

Paese – Libia - Donne manager studiano a Roma

Paese – Europa - Quote Rosa nei CdA – c’è la Proposta di Direttiva (14 nov.2012).

Paese – Arabia Saudita - Monitoraggio elettronico per controllare le donne!

Paese – Iran - Le donne senza velo

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Udi Catania – settembre 2012

In Siria continua la coraggiosa resistenza della popolazione contro il regime di Assad. Le testimonianze dal Pese non sono numerose, spesso non verificabili, e comunque sempre tragiche, addirittura macabre.

Mediterranea dedica questo numero speciale con la traduzione di una intervista curata dalla scrittrice francese Florance Ollivry (profonda conoscitrice della Siria a cui ha dedicato diversi scritti) a tutte le ragazze e le donne siriane imprigionate, torturate, violentate, scacciate dalle loro case e uccise dal ‘macellaio’ di Damasco, lasciate in sua balia dalla logica degli ‘equilibri’ in questa parte dell’area mediorientale.

L’intervista è a Yaman Al Qadri, 19 anni, studentessa di medicina a Damasco, arrestata nel novembre 2011. La sua testimonianza ci fa comprendere come ‘lavorano’ i servizi segreti del regime, in particolare dentro l’università e in alcuni centri di detenzione e come il regime organizza la sua propaganda. La sua è la testimonianza di una sopravvissuta, mentre migliaia sono le vittime senza nome e senza volto.

Yaman, parlaci della mobilitazione degli studenti all’università e della tua in particolare, dopo l’inizio della Rivoluzione.

Dopo i fatti di Dar’a (una delle prime città che nel marzo 2011 si è ribellata al regime e contro cui è stata scatenata una repressione sanguinaria) gli studenti hanno provato compassione e senso di ribellione, pur avendo paura ad esprimere la loro indignazione. Da decenni il regime ci controlla e ci tiene sotto con la paura. Non tollera voci di dissenso. Le nostre famiglie, fin dall’infanzia, ci insegnano a non parlare di politica. Indignati per le torture inflitte ai bambini di Dar’a, gli studenti di biologia e di medicina si sono riuniti in silenzio, vestiti con abiti bianchi, con un fiore in mano. Molto presto i miliziani del regime che operano in università li hanno attaccati. Questi agenti erano in realtà studenti, membri della cosiddetta “Unione degli Studenti”: il governo utilizza questa struttura per controllare gli studenti dentro l’università e non esita a ricorrere alla violenza quando lo ritiene necessario. Il presidente di questa “Unione” è uno studente del 4° anno, è sempre armato, tutti gli studenti lo conoscono e lo temono. Negli stessi giorni gli studenti di odontoiatria hanno esposto uno striscione per lo ‘sciopero della dignità’ e hanno distribuito volantini. Ma generalmente tutti avevano paura e l’azione è stata molto limitata nell’università di Damasco nella primavera del 2011.

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Udi Catania – luglio 2012

Bentornata Rossella – Rossella Urru è a casa.

Paese – Libia/ Le prime elezioni: elette 33 donne (= 16,5% su tot. di 200).

Paese – Palestina / Bashayir, 15 anni, sindaca palestinese (mentre non c’è scuola).

… nei Territori palestinesi: nel villaggio di Illar, a 20 km a nord di Tulkarem una ragazza di 15 anni, Bashayir Uthman, ha assunto l’incarico di sindaco per due mesi, la durata delle sue vacanze scolastiche. Si tratta di un coraggioso esperimento di educazione alla pace, all’amministrazione dell’Autonomia palestinese, alla parità…

Paese – Siria / Donne in armi: siriane di Homs hanno deciso di armarsi contro le violenze del regime di Assad.

Paese – Grecia / Un quinto di donne nel nuovo Parlamento (=20% su 200)

Paese – Mondo / Corte Penale Internazionale – La nuova giudice Fatou Bensouda (giudice del Gambia), inizia il suo mandato

Paese – Mondo / Leila Zerrougui, esperta giuridica algerina, nominata Rappresentante speciale aggiunta all’ONU, a difesa dei bambini

Paese – Mondo / Tutte alle Olimpiadi, umiliate le saudite … Sarah e Wodjan

ALLEGATO : Persone/Libri/Film

Racconto tutto al giudice Borsellino” sul n.25 (luglio/agosto) della rivista online Casablanca

… è nata l’ABEM, Associazione Biblica Euro-Mediterranea

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Udi Catania – giugno 2012

Paese-Turchia / Difendere la legge sull’aborto… L’intenzione del governo è quella di far passare in parlamento una proposta di legge che cancella quella del 1983 entro l’estate…

Paese-Italia / Banca d’Italia – nella Relazione annuale del Governatore “Le radici dei divari di genere”… l’Italia si caratterizza per la diffusione di pregiudizi valoriali non favorevoli alla presenza femminile nell’occupazione e nella società’.

Paese-Giordania / Cancellare la piaga del matrimonio riparatore… firme (già oltre 30.000) per l’abrogazione del famigerato art.308 del Codice penale che consentendo il ‘matrimonio riparatore’ fa cadere le condanne per gli stupratori…

Paese-Francia / Già al lavoro la Ministra dei Diritti delle Donne… ‘misure destinate a garantire il rispetto dei diritti delle donne, la protezione effettiva delle donne vittime di violenza e lotta contro le molestie’…  misure da assumere per l’eguaglianza nel lavoro e nelle carriere…

Paese-Europa / Risoluzione del Parlamento Europeo contro le mutilazioni genitali femminili

ALLEGATO : Persone/Libri/Film

La Società delle Storiche raccoglie proposte e contributi per la pubblicazione di un numero speciale della sua rivista Genesis dedicato a Femminismi nel Mediterraneo.

Barcamp Pari opportunità, Donne e Migrazioni… iniziativa alla Casa Internazionale delle Donne a Roma il Barcamp dedicato ai problemi, alle voci e alle idee delle migranti a partire dalla loro visione della società italiana. Per intervenire nel dibattito…

Mediterranea giugno 2012

 

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UDI Catania parte civile

Unione Donne in Italia. UDI Catania

Tre mesi fa a Enna Vanessa Scialfa, 20 anni, veniva assassinata e il suo corpo buttato in un burrone dal suo convivente. Questo femminicidio, l’ennesimo di una serie troppo lunga, ha colpito profondamente la comunità in cui Vanessa viveva e da subito si sono mobilitate le donne della città, dell’UDI e l’Amministrazione Comunale. E’ partita una riflessione comune: a partire dalle donne tutti devono fare i conti e contrastare la violenza di genere; l’Amministrazione comunale in questo caso ha voluto segnare la sua presenza, un suo specifico impegno per schierare le istituzioni a fianco della lotta delle donne, a sostegno di pratiche che concretamente contrastino la violenza.

L’UDI di Catania ha deciso di sperimentare, a partire da Enna, un laboratorio politico che individui modalità e azioni concrete da replicare nelle città macchiate di femminicidio.

La prima iniziativa è la giornata di Studio organizzata dall’Amministrazione comunale con il supporto dell’UDI e patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Enna:

Violenza sulle donne: il dramma invisibile

25 giugno, alle ore 16

Tribunale di Enna, Aula Falcone Borsellino

Sono state invitate le autorità locali, la Regione e l’Università. Avranno la parola le donne delle associazioni locali. L’obiettivo della giornata è quello di impostare il lavoro di medio/lungo periodo che da ottobre partirà sul territorio, rivolto soprattutto alle scuole e ai giovani, che privilegerà l’aspetto della formazione, della lotta contro gli stereotipi e i modelli comportamentali che non rispettano il valore della diversità di genere e della dignità delle donne, e della realizzazione di strutture e competenze al servizio delle vittime.

Il “dramma invisibile” della violenza sulle donne viene portato alla luce, esplode in tutta la sua drammaticità, mostra i volti delle ragazze, delle donne che subiscono le violenze: nessuna si deve sentire sola.

L’UDI di Catania annuncerà la sua costituzione di parte civile nel processo contro l’assassino di Vanessa.

Unione Donne in Italia. UDI Catania

Le Responsabili di sede

Giovanna Crivelli – Adriana Laudani

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Udi Catania – maggio 2012

Maggio 1948 – Maggio 2012 / AL NAKBA / LA PALESTINA NEL CUORE

Paese-AlgeriaMai tante donne in Parlamento, oltre un terzo dei deputati

Paese-TunisiaLa disperazione delle madri dei dispersi, tentato suicidio col fuoco

Paese-Siria / La repressione durissima contro l’informazione

Paese-Israele / Studi rabbinici aperti agli omosessuali

Paese-Città del VaticanoContro le suore della Lega delle Religiose Americane – LCWR

Paese-Mondo / Allarme per le recenti posizioni della Commissione ONU per lo Statuto delle Donne. La rete internazionale delle organizzazioni delle donne è in allarme per la posizione assunta dalla Commissione dell’ONU sullo Statuto delle Donne nel corso della sua recente sessione (15 marzo), che rimetterebbe in discussione, nei suoi documenti, il riferimento ai ‘diritti umani e libertà fondamentali delle donne’ reintroducendo la inaccettabile espressione ‘valori tradizionali’. La rete ha espresso la sua opposizione a qualsiasi rinegoziazione degli accordi internazionali che riguardano intoccabili diritti umani delle donne.

Paese-Continente Africa / Abolire la pena di morte in tutto il Continente africano.

Paese-Italia / Lista ‘Binah’, il femminile nell’ebraismo. Le donne della Comunità Ebraica di Roma (la più numerosa in Italia) hanno presentato una loro lista (‘Binah’, termine che nella Kabala indica la saggezza pratica) per le elezioni del nuovo Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, UCEI, previste il 10 giugno …“ anche nella Comunità ebraica, come in politica e in molti altri ambiti della nostra società, la presenza femminile è sempre minoritaria e marginale. (…) Siamo per il pluralismo, la condivisione e la partecipazione nelle politiche comunitarie ai fini di una piena realizzazione della democrazia”.

ALLEGATO : Persone/Libri/Film…

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Udi Catania speciale Comiso Aprile 2012

L’UDI di Catania diffonde l’appello del Centro Studi Pio La Torre

Il 4 aprile di trenta anni fa oltre centomila siciliani, ma anche tanti, tantissimi giunti da ogni parte d’Europa, sfilarono per le campagne di Comiso, dentro la città per dire no alla costruzione di una base militare che avrebbe dovuto accogliere 112 missili cruise a testata nucleare. Erano parte di un poderoso movimento europeo che per un decennio, in un continente diviso dal muro di Berlino e minacciato dalla guerra atomica, combatté per liberare il mondo dal dominio delle superpotenze di allora, Stati Uniti e Unione Sovietica, convinto della necessità di un’Europa “senza missili dall’Atlantico agli Urali”, in cui solo la pace e la distensione – e non il riarmo – avrebbero facilitato i processi di democratizzazione nell’Est Europeo. I missili a Comiso indicavano che il nuovo fronte del conflitto si stava spostando nel Mediterraneo: il nuovo nemico del nord era ormai il sud, come la storia degli anni successivi ha poi dimostrato.

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Udi Catania – marzo 2012

Mondo-Giornata Internazionale della Donna 2012 / Dal messaggio della Direttora ONU Donne, Michelle Bachelet

Paese-IranL’8 marzo delle iraniane: prima di tutto contro la guerra

Paese-FranciaStrage nella scuola ebraica di Tolosa

Paese-IsraeleNaom, 18 anni, dice no al servizio militare obbligatorio

Paese-AfghanistanNei negoziati di pace coi talebani i diritti delle donne saranno svenduti?

Paese-KuwaitLe donne arretrano, sono fuori dal nuovo Parlamento

Paese-Turchia / Dibattiti accesi intorno alla statua di una donna nuda che allontana da sé il velo

Paesi del Golfo-Arabia Saudita / Kuwait / Emirati / Beni, capitali e lavoro delle donne del Golfo

Paese-Palestina / Gaza / Le ragazze e i ragazzi del Club del Libro

Paese-TunisiaCongresso Internazionale delle donne islamiste, per il califfato

… un avvenimento senza precedenti: “Le donne mussulmane si riuniscono per sostenere che non vogliono vivere nelle società democratiche secolari e liberali, ma nemmeno in sistemi come quello saudita o iraniano, che si presentano come stati islamici ma in realtà sono dittature – il califfato è la risposta, nel califfato le donne lavoreranno e avranno un ruolo politico, anche se la loro principale missione è quella di allevare i bambini e sostenere il nucleo familiare” (dichiarazioni alla stampa della delegata britannica Nasrine Nawaz.)

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Segni preoccupanti di cedimento sullo Statuto delle Donne in discussione in una Commissione all’Onu dove una espressione neutra è preferita  ad una diretta e riferita a diritti e libertà delle donne.

Donne, Umano? Stai scherzando? 

(da women in the city)

Nel corso della sessione di Marzo di una delle sue Commissioni sullo Statuto delle donne (conclusasi il 15 marzo 2012), l’ONU ha sostituito l’espressione “Diritti umani e libertà fondamentali delle donne” con l’espressione “valore tradizionale”. Una decisione piena di conseguenze per le donne, massicciamente maltrattate in tutte le tradizioni patriarcali, denuncia una rete internazionale di organizzazioni e movimenti di donne che dice “No a qualsiasi riapertura dei negoziati sugli accordi internazionali sui diritti umani delle donne”,  e chiede ai governi, tutti e nessuno escluso, “di dimostrare il loro impegno a promuovere, proteggere e realizzare i diritti umani e le libertà fondamentali delle donne.”

La rete internazionale della quale fanno parte  Asia Pacific Forum on Women, Law and Development (APWLD), Association for Women’s Rights in Development (AWID), International Women’s Heath Coalition (IWHC), International Women’s Rights Action Watch Asia Pacific (IWRAW ASIA PACIFIC),  Women Living under Muslim Laws/ Violence is not our Culture Campaign, ha sottoscritto una Dichiarazione indirizzata agli Stati membri dell’ONU, alle agenzie ONU sui diritti umani, alle agenzie ONU ed agli organismi per lo sviluppo.

Pubblichiamo  il testo integrale della Dichiarazione (engl), postata il 6 maggio su www.feministes-radicales.org


Women, Human ? Are You kidding ?

The fifty-sixth session of the Commission on  the Status of Women took place at United Nations Headquarters in New York from Monday, 27 February to Friday, 9 March 2012. The closing meeting  was held on 15 March 2012.

The UN Commission on the Status of Women failed to adopt agreed conclusions at its 56th session on the basis of safeguarding « traditional values » at the expense of human rights and fundamental freedoms of women.

Together with our partner feminist and women’s rights organisations, we say NO to any re-opening of negotiations on the already established international agreements on women s human rights and call on all governments to demonstrate their commitments to promote, protect and fulfill human rights and fundamental freedoms of women.

We have outlined our concerns in the statement below, which will be submitted to UN Member States, CSW and other relevant UN human rights and development entities.

Thank you for your support.
Asia Pacific Forum on Women, Law and Development (APWLD)
Association for Women’s Rights in Development (AWID)
International Women’s Heath Coalition (IWHC)
International Women’s Rights Action Watch Asia Pacific (IWRAW ASIA PACIFIC)
Women Living under Muslim Laws/ Violence is not our Culture Campaign

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 Udi Catania – febbraio 2012

Speciale Tunisia

Intervista a Suhary Belhassen a cura di Choisir la Cause de Femmes (Febbraio 2012)

MEDITERANEA sta seguendo, col suo punto di vista, l’evolversi dei processi di cambiamento in atto da un anno in Nord Africa e in Medio Oriente (‘le primavere arabe‘, la ‘rivoluzione’ tunisina). Un rilievo paritcolare ha per noi la situazione in Tunisia e le trasformazioni in atto in quel Paese, che riguardano in profondita l‘intera società e riposizionano le donne.

Per fare il punto sullo stato dell‘arte abbiamo tradotto un‘intervista a Suhayr Belhassen, giornalista in prima fila per i diritti delle donne e Presidente della Federazione lnternazionale dei Diritti dell’Uomo. L’intervista è stata  raccolta da “Choisir la Cause des Femmes“, l’autorevole associazione di donne presieduta da Gisele Halimi. Contiene alcuni dei nodi che determineranno l’evoluzione o l’involuzione del rinnovamento democratico della Tunisia e soprattutto ci fornisce il punto di visia di una donna  ‘sul campo’.

L’intervista a Suhayr Belhassen (febbraio 2012)
Come sta evolvendo la situaziane delle donne in Tunisia dopo la fine della rivoluzione e in particolare dopo le elezioni legislative che hanno assegnato il 44% dei seggi delI‘Assemblea Costituente al partito Ennahda? …

 … La rivoluzione non ha portato nulla alle donne? … Come si presenta la società civile in Tunisia? … Come possiamo sostenere le donne tunisine?

Mediterranea  febbraio 2012

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Udi Catania – dicembre 2011

Paese – Egitto. Il Consiglio Supremo delle Forze Armate Egiziane scatena la violenza contro le donne. Sdegno in tutto il mondo, manifestazioni di donne nei Paesi arabi: le donne sono la linea rossa!

Diffusa su internet, la foto della ragazza trascinata a terra, spogliata e presa a calci dalle forze speciali testimonia una fase nuova e preoccupante del corso dell’Egitto dopo – Mubarak, mentre nelle operazioni di completamento del processo elettorale si conferma il successo delle formazioni islamiste …

Tunisia. Solo 3 donne nel nuovo governo.

… Dati Save the Children, Atlante dell’Infanzia. In Italia 1.876.000 minori vivono in situazione di povertà. Nel Mezzogiorno vivono in povertà relativa 2 minori su 3, quota più alta in Sicilia (44%), seguita da Campania (31%) e Basilicata.

Arabia Saudita. Diritto alla guida per le donne? Pericolo per la verginita

Afganistan. Una donna è incarcerata per adulterio, in realtà per stupro, ma viene graziata a patto di sposare il suo violentatore …

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(Mediterranea si prepara ad uscire in formato multilingue: Italiano/Inglese/Francese).

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Appello delle Donne Tunisine

Da UDI Catania.

Edizione straordinaria di MEDITERRANEA, agosto 2011.

Carissime,

abbiamo tradotto per MEDITERRANEA un documento del 13 agosto che a noi sembra significativo, è l’appello delle donne tunisine che contribuisce con contenuti di libertà e modernizzazione al processo in corso nel paese, che andrà all’approvazione della nuova Costituzione, verso la quale non mancano attacchi e pericoli di passi indietro.

Abbiamo voluto un’uscita straordinaria (agosto) di Mediterranea, per diffondere il documento e vedere cosa riusciamo a coagulare – le nostre amiche tunisine sono tutte dentro la mobilitazione, parleremo con loro per concretizzare un’iniziativa in Sicilia prima di ottobre.

Affettuosi saluti,
Carla Pecis per MEDITERRANEA dell’UDI Catania

Numeri precedenti di MEDITERRANEA

maggio-giugno

giugno-luglio

luglio

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A Catania, lezioni di Ateneo

Catania, lunedì 18 Aprile. Alla Facoltà di Scienze della Formazione, Aula Magna, si terrà la 2a Edizione Stop Femminicidio Lezioni di Ateneo. 

FEMMINICIDIO E CULTURE

Ne parlano: Liana Maria Daher, docente di Sociologa generale e Metodologia della ricerca sociale, e Adriana Laudani docente di Teorie della comunicazione (di Udi Cat.).

Organizzano: la Cattedra di sociologia della devianza con la Cattedra di sociologia giuridica, il Comitato Pari Opportunità di Ateneo, l’UDI Catania tramite la responsabile Giovanna Crivelli.

   

Il Comitato Pari Opportunità, in collaborazione con l’UDI di Catania, prende spunto dagli argomenti discussi nel ciclo di lezioni sia per riflettere sulla condizione femminile, sulle discriminazioni e le violenze di cui esse sono ancora fatte oggetto, sia per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne.
L’edizione del 2011, ricca di eventi e incontri culturali, prevede un ciclo di lezioni tenute dai docenti dell’Ateneo che si svolgeranno nelle diverse facoltà tra aprile e novembre.
L’iniziativa rende visibile e concreta l’adesione del Comitato Pari Opportunità ad una campagna di denuncia fatta propria dalla società civile siciliana. (da unict.it).

tel 095 7307481           fax 0957307479 
e-mail: cpo@unict.it   www.unict.it/cpo

 

Liana Maria Daher, ricercatrice in Sociologia, è attualmente docente di Sociologia generale e di Metodologia della ricerca sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania. I suoi interessi di ricerca si situano nell’ambito dei comportamenti collettivi e della metodologia della ricerca sociale. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Azione collettiva. Teorie e problemi (2002), Comunicazione e Formazione: processi fondamentali per un mutamento evolutivo delle culture organizzative (2004), Ri-concettualizzare strumenti e risorse metodologiche per l’osservazione del pregiudizio in una società multiculturale e multirazziale (2006), Sport e azione collettiva (2006).

 

Adriana Laudani, docente di Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblica presso l’Università di Catania, consulente giuridica dell’Associazione di Comunicazione Pubblica, docente di Semplificazione amministrativa e Organizzazione della P.A. presso i più prestigiosi enti di formazione, autrice di diverse pubblicazioni in materia. E’ stata avvocata di parte civile della famiglia nel processo per l’uccisione del giornalista e scrittore Giuseppe Fava (). Premio Rosa Balestrieri 2010.

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