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L’insospettabile 2

 foto från Aftonbladet

 

Se  Maria Carlshamre [vedi post prec.] tenta di aprire la prigione delle vittime, Göran Lindberg ci conduce nell’acquartieramento  dei violentatori. Ventitré capi di accusa tra cui sadismo, crudeltà, stupro, molestie e violenze fisiche, associazione per delinquere a sfondo sessuale, intermediario in un giro di perversione. Almeno undici adolescenti violentate e seviziate … minacce in puro stile mafioso: so dove abiti, carina …

Era stato beccato dalla polizia mentre andava all’appuntamento avendo adescato una 14enne. In macchina i ferri del mestiere: corde, catene, bavagli, manette, altri oggetti di godimento … e  naturalmente viagra.

Il massimo dell’insospettabilità. Capo della polizia di Upsala per nove anni fino al 2006 e direttore dell’Accademia di polizia. Consulente del governo, faceva perfino conferenze del tipo donne e violenza per conto dell’ONU, come esperto sulla parità di genere e sull’abuso nei confronti delle donne. Un perfetto mix di teoria e pratica.

Il 29 giugno scorso tutta la Svezia lo vede davanti ai giudici dove la Pubblica accusa gli rovescia una caterva d’immondizia accusatoria. Si difende, sì ho pagato qualche prostituta, ma non ho mai usato violenza. E’ tutto falso. Ho sempre pagato e ho avuto rapporti equilibrati.

Le testimonianze invece schiaccianti: «Si sedeva su di me, fino a togliermi il fiato … Mi ha stretto le mani al collo, sono diventata cianotica» (Corsera, 30 giugno,2010).

La grande metafora del potere totale è vissuta di nascosto in un ciclo completo di sottomissione fisica del corpo femminile, con delirio di piacere e annientamento.

Un altro shock nazionale nella Svezia genericamente tranquilla. Tutta la nazione segue il caso. A fine luglio (impensabile in Italia) il tribunale di Sodertorn lo condanna a 6 anni e sei mesi, avendo riconosciuto almeno dieci capi d’accusa a suo carico.

foto da: http://www.fokus.se/2010/06/goran-linberg-infor-ratta

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L’insospettabile 1

Maria Carlshamre

Vive in Svezia da 45 anni. Un giorno a vent’anni vi andò forse a cercare le bionde e non è ancora tornato. Sul suo blog bilingue, Franco: dalla Svezia con amore [...], qualche giorno fa ci ha ricordato qualcosa della Svezia che non è molto divulgato, ma comunque già in circolazione da diversi anni.

L’insospettabile ha molto a che fare con le disavventure o con le sciagure che colpiscono le donne. E’ che la Svezia, il luogo dove forse è più alta l’attenzione per la parità, sta ai primi posti in Europa per violenze sessuali sulle donne. E gli altri paesi scandinavi non sono molto distanti. La Svezia è un mito per alcuni atti legislativi di civiltà che in altri paesi sono arrivati in seguito o non sono mai arrivati. Per esempio è stato il primo paese europeo a sanzionare, a qualsiasi titolo, le punizioni corporali sui bambini già nel ’79, contrariamente ad altri paesi dell’Unione che ancora non vi hanno provveduto (anzi il famoso scapaccione viene ritenuto perfino utile). Per l’otto marzo 2010 Amnesty International sul problema dello stupro nei paesi scandinavi rilanciava un appello speciale, fatto già l’anno prima (6/3/2009) in seguito all’allarmante rapporto del 2008.   

“Nel rapporto del 2008, intitolato “Il caso è chiuso: stupro e diritti umani nei paesi scandinavi” Amnesty International sottolinea come le donne che riferiscono alla polizia di essere state stuprate hanno una piccola possibilità che i loro casi siano giudicati da un tribunale a causa delle barriere che incontrano nelle leggi e nelle procedure e a causa delle norme stereotipate relative al comportamento sessuale di uomini e donne. Il pregiudizio di genere, inoltre, interferisce ad ogni livello dell’iter legale intrapreso dalle donne sopravvissute. Di conseguenza molti responsabili non sono mai stati chiamati a rispondere dei loro reati.”

(http://www.amnesty.it/scandinavia_stupro_protezione_donne.html)

 

Viene in mente Ciudad Juàrez (ma le realtà complessive sono enormemente diverse e non paragonabili) per il muro di gomma che si può avere anche nel fior fiore del primo mondo e con tanto di fiore all’occhiello in tema di parità.

Ad un aumento dei casi di violenza sessuale, per es. di 140% negli anni ’80-2000, non corrisponde in proporzione un numero conseguente di condanne, statisticamente fermo come indice agli anni 60-70.

Nel suo blog, Franco Fazio, conoscendo bene ormai la Svezia e vivendoci da 45 anni, afferma che tutt’oggi statisticamente una persona rischia più di subire uno stupro che una rapina.

 

Volete sapere – racconta Lilli Gruber - che faccia ha una donna che è stata maltrattata e picchiata per anni dal marito? Eccola. Così ho conosciuto la prima volta, a un dibattito al Parlamento Europeo per la Festa della Donna nel 2005, la giornalista Maria Carlshamre. La sua denuncia ha squarciato un velo che per anni ha nascosto una verità inconfessabile.

Pubblicamente, in diretta televisiva, Maria trova il coraggio di denunciare suo marito, mandando in mille pezzi il grande porta-ritratto di cristallo con la foto cartolina della Svezia.

«Volete sapere che faccia ha una donna che è stata picchiata? Eccola. Mio marito abusa di me da più di dieci anni». Immediatamente licenziata. Avevano tentato in ogni modo di dissuaderla, dove lavorava.  Uno shock per il paese.

Appena rotti gli argini molte altre donne rivelano di essere state malmenate e stuprate. Il dato costante europeo è che la maggioranza dei casi di violenza, intorno al 70%, avviene in famiglia. Questo conferma con chiarezza che il filo rosso del patriarcato annoda ancora la struttura societaria ancestrale a quella moderna. Una triste realtà di sopraffazione emerge con forza nel paese della più avanzata parità di genere raggiunta. Meno di un quarto delle donne che subiscono violenza sporge denuncia, il resto per paura di ritorsione, paura di non essere credute, per vergogna, subisce in silenzio. Gli agenti che ricevono le denunce tendono più a sminuire e ridimensionare, che a perseguire la reale e completa entità del fatto violento, in un eccesso di garantismo insospettabile a rovescio.

Conclude il corrispondente bloger dalla Svezia: … è parere comune tra gli ufficiali che le donne che denunciano questo tipo di crimine “stiano mentendo o si stiano confondendo”. Questo atteggiamento dei poliziotti genera un fenomeno denominato “attrito”: le donne preferiscono non denunciare l’accaduto, o far cadere le accuse in un secondo momento. La condizione degli stupratori in Svezia è quindi di sostanziale impunità.

  

«Dobbiamo cambiare l’immagine di noi stessi. Non siamo i campioni del mondo dell’uguaglianza» è l’amara riflessione di Maria Carlshamre divenuta in seguito parlamentare europea.

 

fonti:

http://www.amnesty.it/scandinavia_stupro_protezione_donne.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/03_Marzo/31/violenza.shtml
http://franco-francofaziocom.blogspot.com/2010/08/la-svezia-e-seconda-al-mondo-e-detiene.html

 

 

Il film Racconti da Stoccolma, di Anders Nilsson, 2008, in una delle tre storie racconta proprio quella di Maria. Lo abbiamo proiettato al Politeama Siracusa, la sera del  10 gennaio 2009, al passaggio dell’Anfora da Reggio (vedi ABBIAMO FATTO). Al 57mo Festival di Berlino ha ricevuto il Premio Amnesty International.   

“L’onore o la perdita dell’onore è al centro di queste tre storie. Storie che ho voluto raccontare nello stile di Alfred Hitchcock, ovvero dal punto di vista delle vittime” dichiara il regista Nilsson in un’intervista prima dell’uscita del film a Roma. Gli viene chiesto se per caso non c’entri l’alcol: “… mi sembra riduttivo pensare questo. Conosco delle persone che bevono che non hanno mai picchiato la moglie e altri sobri che lo fanno. Insomma non me la sento di segnalare l’alcol come la principale causa della violenza“. (ANSA, 2008-04-24, 49501295).

«Sono stata picchiata e maltrattata per dieci anni da mio marito … e io tutte le volte ero convinta che la colpa era mia, che ero io la causa … È fondamentale che le vittime parlino di questa loro condizione». Nel film si chiama Carina (Boysen), nella realtà è Maria Carlshamre, una giornalista svedese che ha avuto il coraggio di “uscire allo scoperto” e denunciare in diretta televisiva le violenze subite ad opera del marito, collega di lavoro e “geloso” del successo della moglie. Eletta poi al Parlamento Europeo, Carina /Maria ha potuto presentare un programma per la difesa dei diritti delle donne.

(scheda film:http://www.critamorcinema.it/online/?p=2234)

 

 

La violenza degli uomini contro le donne non costituisce solo un reato ma anche un grave problema per la società nonché una violazione dei diritti umani. E’ quanto afferma la relazione d’iniziativa di Maria CARLSHAMRE (ADLE/ADLE, SE) – adottata dalla Plenaria con 545 voti favorevoli, 13 contrari e 56 astensioni – sottolineando che la violenza contro le donne è un fenomeno universale “collegato all’iniqua distribuzione del potere tra i generi che ancora caratterizza la nostra società”.
La relazione ricorda inoltre che una dichiarazione dell’ONU definisce la violenza contro le donne come “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o nel privato”.

da: 

http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/biblioteca/pubblicazioni/MonitorEuropa/2006/Monitor_2/PE/Violenza_Donne.htm

 

Il Parlamento europeo ha adottato il 2 febbraio il parere dell’on. Maria Carlshamre, elaborato in seno alla commissione per i diritti delle donne, in cui si raccomanda alla Commissione europea e a tutti gli Stati membri di adottare azioni ed iniziative tese a combattere la violenza sulle donne e soprattutto di considerare la violenza contro le donne una violazione dei diritti umani. (…)

 Testi approvati Giovedì 2 febbraio 2006 - Bruxelles http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?language=IT&pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA2006-0038+0+DOC+XML+V0//IT
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-2006-0038+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

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