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A Cleto, a Cleto …

Cleto, il Castello

Un microcosmo, un paesino arroccato di 1.300 abitanti circa, con un immaginario collettivo ricchissimo, nelle pieghe più profonde e sconosciute del paese Italia, maltrattato, depredato, dove spesso si coltiva l’ignoranza e la perdita della memoria. Ma non a Cleto

 

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Casablanca rivista on line

 

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Ferrara / Zurigo

Foto Businesspress(Ferrara – foto Businesspress)

SCHWEIZ ZUERICH PRO INFIRMIS SCHAUFENSTERAKTION(Zurigo – foto Alexandra Wey)

A Ferrara sulle vie centrali cuore dello shopping, sabato 23 e domenica 24 novembre scorso, cento esercenti hanno aderito a una iniziativa organizzata dal Comitato Commercianti Centro Storico “Vetrine in movimento(raffinata la concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulla donna, il 25). Il movimento consisteva nell’animazione vivente delle vetrine con modelli e modelle, un certo numero di queste, col minimo tessile indosso, ha attirato l’attenzione di un folto pubblico in particolare giovane e maschile, scrive un giornale locale.

Che l’iniziativa avesse l’intenzione di attirare gente per vendere è fuor di dubbio, ma tra le infinite trovate possibili l’idea inamovibile è sempre e comunque l’utilizzo dei corpi di donna preferibilmente al naturale.

Che male c’è – chi ha un bel corpo perché non lo deve far vedere – bigotte/i basta coi moralismi – la bellezza… – bigotti della peggior specie, quelli che anche in un’iniziativa simpatica e del tutto innocua come quella delle vetrine animate devono leggere dietrologie, tirando in ballo l’etica, la mistificazione del corpo femminile … siete rimasti 30 anni indietro. Sono alcuni dei commenti colti su quotidiani on line ferraresi, molti dei quali rivolti all’UDI di Ferrara che aveva protestato sollevando il caso.

Non è reato, non è di per sé riprovevole che la bellezza dei corpi possa essere utilizzata per veicolare un messaggio, pubblicitario o meno. E’ ridicolo girarla sul moralismo bacchettone e far finta che non esista il fatto che i corpi femminili vengano utilizzati per vendere qualsiasi oggetto ingombrante come un’auto, un letto, perfino bare, o minuzie come una matita o un lecca lecca…, spesso con modalità grossolane e offensive, e con l’allusione o il riferimento volgare esplicito di sottomissione, di uso sessuale cui ogni donna (giovane / bella, secondo catalogo) sarebbe destinata.

Il corpo di donna che veicola il messaggio in realtà comprende tutte le donne, ha valenza uniformale. L’infinita iterazione di questa distorsione strumentale espressiva / linguistica genera assuefazione e quindi normalità, per cui può far dire perfino ai padri e alle madri che male c’è?

L’idea di bellezza cambia secondo i popoli, le epoche e le latitudini. Le religioni hanno anche loro un’idea di bellezza che in un certo senso segue gli stereotipi della società cui si rivolge, ma nello stesso tempo ne è separata perché ha una funzione specifica, edificante e celebrativa di concetti codificati come soprannaturali. Nelle operazioni di marketing spregiudicate, anche la bellezza del corpo della donna subisce una separazione e la sua corporeità, sottratta, sezionata anatomicamente, è confinata per un uso specifico e ha la funzione di un attrezzo, di un dispositivo per costruire qualcosa. Che possa essere poi una libera scelta della stessa donna non ne sposta i termini sociologici.

Il discorso sulla bellezza è molto complesso, per evitarlo si dice che è bello ciò che piace. In realtà ci orientiamo volenti o nolenti verso un vastissimo corpus di riferimenti, consapevoli e non, che chiamiamo cultura (non importa se popolare o titolata) per esprimere una valutazione. Quanto più sono vaste le connessioni che riusciamo a stabilire, tanto più è profonda e ricca la nostra sensazione percettiva e capace di cogliere segni.

La bellezza come selezione di campionature canoniche, formalmente ritenute superiori opposte a quelle ritenute inferiori, disturbanti, contaminanti, è tipica dei gruppi che hanno di sé un concetto superiore, esclusivo ed eroico. L’Europa ha tragicamente sperimentato in massa cosa volesse dire razza ariana.

Diluizioni diffuse, capillari, di questa concezione della superiorità estetica e dell’unicità del modello cui uniformarsi sono instillate quotidianamente dai media, e mascherate di normalità.

  (corto per Pro Infirmis di Alain Gsponer. Nessuno è perfetto)

A riflettere su bellezza, perfezione, senso del bello e socialità ci invita Pro Infirmis, una solida organizzazione svizzera per disabili, che percorre la strada in senso opposto, rispetto a quella scelta dai negozianti del centro di Ferrara.

Sulla Bahnhofstrasse di Zurigo, il 3 e 4 dicembre, nelle vetrine di diversi negozi fra i consueti manichini rigorosamente di gamba lunga, nasi geometrici, erano esposti altri manichini riproducenti corpi di persone disabili: Erwin Aljukić, attore storico della longeva soap opera tedesca Marienhof, che per una affezione alle ossa ha problemi motori, Kelly Knox, famosa modella londinese con una disabilità ad un braccio, Angela Rockwood, modella e attrice americana che ha perso l’uso delle gambe dopo un incidente, Jasmin Rechsteiner – Miss Handicap 2010, Alex Oberholzer, presentatore radiofonico e critico cinematografico, Urs Kolly, atleta paralimpico – 7 medaglie d’oro, Nadja Schmid, blogger.

La campagna di sensibilizzazione per l’accettazione sociale dell’handicap è stata organizzata da Pro Infirmis in occasione della Giornata internazionale delle persone disabiliOgni persona ha il diritto di condurre una vita autoderminata e indipendente, nel nostro paese è sancito dall’art. 3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…

Il regista Alain Gsponer ha realizzato un corto di quattro minuti: Nessuno è perfetto, che racconta la progettazione, la lavorazione, l’esposizione dei manichini nelle vetrine, le tenere sensazioni delle modelle e dei modelli nel vedersi replicati, le espressioni di chi passa e dei visi al di qua e al di là delle vetrine. Nessuna è perfetta. Avvicinatevi.

UDIrc

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V-Day 14 febbraio 2013

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1 Billion Rising

Uno sciopero globale
Un invito alla danza
Una chiamata a uomini e donne per il rifiuto di sostenere lo status quo finché lo stupro e la cultura dello stupro non finiscano
Un atto di solidarietà, per dimostrare alle donne la comunanza delle loro lotte e il loro potere in numero
Un rifiuto dell’accettazione della violenza contro donne e bambine come un dato
Un nuovo tempo e un nuovo modo di essere

V-DAY 

Non sopporto

di Eve Ensler

Non sopporto lo stupro.

Non sopporto la cultura dello stupro, la mentalità dello stupro, certe pagine di Facebook sullo stupro.

Non sopporto le migliaia di persone che firmano quelle pagine con i loro veri nomi senza vergogna.

Non sopporto che persone richiedano come loro diritto quelle pagine, invocando la libertà di parola o giustificandolo come uno scherzo. 

Non sopporto le persone che non capiscono che lo stupro non è un gioco, e non sopporto di sentirmi dire che non ho senso dell’umorismo, che le donne non hanno senso dell’umorismo, quando invece la maggior parte delle donne che conosco (e ne conosco un sacco) cavolo se sono divertenti. Semplicemente non crediamo che un pene non invitato dentro al nostro ano o alla nostra vagina faccia rotolare dal ridere.

Non sopporto il lungo tempo che occorre perché qualcuno dia una risposta contro lo stupro.

Non sopporto che Facebook impieghi settimane per eliminare le pagine sullo stupro.

Non sopporto che centinaia di migliaia di donne in Congo stiano ancora aspettando che finiscano gli stupri e che i loro violentatori siano incriminati.

Non sopporto che migliaia di donne in Bosnia, Burma, Pakistan, Sud Africa, Guatemala, Sierra Leone, Haiti, Afghanistan, Libia, puoi dire in un luogo qualsiasi, siano ancora in attesa di giustizia.

Non ne posso più degli stupri che avvengono in pieno giorno.

Non sopporto che in Ecuador 207 cliniche supportate dal governo facciano catturare, violentare e torturare le donne lesbiche per renderle etero.

Non sopporto che una donna su tre nell’esercito americano (Happy Veterans Day!) venga stuprata dai suoi cosiddetti “compagni”.

Non sopporto che le forze neghino ad una donna che è stata stuprata il diritto all’aborto.

Non sopporto il fatto che quattro donne abbiano dichiarato di essere state palpeggiate, costrette e umiliate da Herman Cain e lui stia ancora correndo per la carica di Presidente degli Stati Uniti. E non sopporto che a un dibattito della CNBC Maria Bartimoro, quando gli ha chiesto una spiegazione, abbia ricevuto fischi. E’ stata fischiata lei, non Herman Cain!

Questo mi ricorda anche di non poter sopportare che gli studenti, a Penn State, abbiano protestato contro il sistema giudiziario invece che contro il pedofilo presunto violentatore di almeno 8 bambini, o il suo capo Joe Paterno, il quale non ha fatto nulla per proteggere quei bambini dopo aver saputo cos’era successo loro.

Non sopporto che le vittime di stupro siano ri-stuprate ogni volta che il fatto lo rendono pubblico.

Non sopporto che le affamate donne somale siano stuprate nei campi profughi di Dadaab in Kenya, e non sopporto che le donne che hanno subito stupro durante l’Occupy a Wall Street siano state messe a tacere su questo per il fatto che sostenevano un movimento che si batte contro la devastazione e la rapina dell’economia e del pianeta… Come se lo stupro dei loro corpi fosse qualcosa a parte.

Non sopporto che le donne ancora tacciano riguardo allo stupro perchè si fa credere che sia colpa loro o che abbiano fatto qualcosa per farlo accadere.

Non sopporto che la violenza sulle donne non abbia il primo posto nelle priorità internazionali nonostante che una donna su tre sarà stuprata o picchiata durante la sua vita – distruggere ma anche mettere a tacere e soggiogare le donne è distruggere la vita stessa.

Niente donne, niente futuro, chiaro.

Non ne posso più di questa cultura dello stupro in cui i privilegiati che dispongono di potere politico fisico economico  possono appropriarsi di quello che vogliono, quando lo vogliono, nella quantità che vogliono, tutte le volte che lo vogliono.

Non sopporto la continua rivivificazione delle carriere degli stupratori e degli sfruttatori della prostituzione – registi, leader mondiali, dirigenti d’azienda, star del cinema, atleti – mentre le vite delle donne che loro hanno violato sono per sempre distrutte, spesso obbligate a vivere in un esilio sociale e affettivo.

Non sopporto la passività degli uomini per bene. Dove diavolo siete?

Vivete con noi, fate l’amore con noi, siete nostri padri, nostri amici, siete nostri fratelli, generati, amati e da sempre sostenuti da noi, e dunque perchè non vi sollevate insieme a noi? Perchè non puntate contro la follia e l’azione che ci violenta e ci umilia?

Non sopporto che sono anni e anni che sto a non sopportare stupri.

E di pensare allo stupro ogni giorno della mia vita da quando avevo 5 anni.

E di star male per lo stupro, e depressa per lo stupro e arrabbiata per lo stupro.

E di leggere nella mia casella di posta dannatamente piena orribili storie di stupro ad ogni ora di ogni singolo giorno.

Non sopporto di essere educata nei confronti dello stupro. E’ passato troppo tempo adesso, siamo state troppo a lungo comprensive.

Abbiamo bisogno di un OCCUPYRAPE [protesta contro lo stupro] in ogni scuola, parco, radio, rete televisiva, casa, ufficio, fabbrica, campo profughi, base militare, retrobottega, nightclub, vicolo, aula di tribunale, ufficio delle Nazioni Unite. Abbiamo bisogno che la gente provi davvero ad immaginare, una volta per tutte, cosa si prova ad avere il proprio corpo invaso, la propria mente dissociata, la propria anima distrutta. Abbiamo bisogno che la nostra rabbia e la nostra compassione ci unisca tutte così che possiamo rovesciare il sistema globale dello stupro.

Nel pianeta ci sono approssimativamente un miliardo di donne che sono state violate.

UN MILIARDO DI DONNE.

Adesso è il momento. Preparati per l’escalation.

Comincia oggi, fino ad arrivare al 14 febbraio 2013 quando un miliardo di donne si solleveranno per mettere fine agli stupri.

Perchè noi non lo sopportiamo più.

(Uffington Post 11/11/11)

(trad. UDIrc)

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NO MORE! Stand up for my right Convenzione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne –femminicidio

Testo Convenzione

No-more_Convenzione

Appello

No-more_Appello

Promotrici della Convenzione:

UDI Nazionale (Unione donne in Italia), Casa Internazionale delle Donne, GiULiA (Giornaliste unite, autonome, libere), Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa onlus, D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), Piattaforma CEDAW “30 anni lavori in corsa CEDAW”: Fondazione Pangea onlus, Giuristi Democratici, Be Free, Differenza Donna, Le Nove, Arcs-Arci, ActionAid, Fratelli dell’Uomo.

Chi sono: 

No-more_Realta_promotrici

per info e adesioni: convenzioneantiviolenza@gmail.com

 

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UDI Catania parte civile

Unione Donne in Italia. UDI Catania

Tre mesi fa a Enna Vanessa Scialfa, 20 anni, veniva assassinata e il suo corpo buttato in un burrone dal suo convivente. Questo femminicidio, l’ennesimo di una serie troppo lunga, ha colpito profondamente la comunità in cui Vanessa viveva e da subito si sono mobilitate le donne della città, dell’UDI e l’Amministrazione Comunale. E’ partita una riflessione comune: a partire dalle donne tutti devono fare i conti e contrastare la violenza di genere; l’Amministrazione comunale in questo caso ha voluto segnare la sua presenza, un suo specifico impegno per schierare le istituzioni a fianco della lotta delle donne, a sostegno di pratiche che concretamente contrastino la violenza.

L’UDI di Catania ha deciso di sperimentare, a partire da Enna, un laboratorio politico che individui modalità e azioni concrete da replicare nelle città macchiate di femminicidio.

La prima iniziativa è la giornata di Studio organizzata dall’Amministrazione comunale con il supporto dell’UDI e patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Enna:

Violenza sulle donne: il dramma invisibile

25 giugno, alle ore 16

Tribunale di Enna, Aula Falcone Borsellino

Sono state invitate le autorità locali, la Regione e l’Università. Avranno la parola le donne delle associazioni locali. L’obiettivo della giornata è quello di impostare il lavoro di medio/lungo periodo che da ottobre partirà sul territorio, rivolto soprattutto alle scuole e ai giovani, che privilegerà l’aspetto della formazione, della lotta contro gli stereotipi e i modelli comportamentali che non rispettano il valore della diversità di genere e della dignità delle donne, e della realizzazione di strutture e competenze al servizio delle vittime.

Il “dramma invisibile” della violenza sulle donne viene portato alla luce, esplode in tutta la sua drammaticità, mostra i volti delle ragazze, delle donne che subiscono le violenze: nessuna si deve sentire sola.

L’UDI di Catania annuncerà la sua costituzione di parte civile nel processo contro l’assassino di Vanessa.

Unione Donne in Italia. UDI Catania

Le Responsabili di sede

Giovanna Crivelli – Adriana Laudani

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Campagna nazionale contro l’obiezione di coscienza in Sanità

UDIrc aderisce alla Campagna nazionale Il buon medico non obietta

 (Udirc)

Riceviamo:

il 6 giugno la Consulta di Bioetica

in collaborazione con altre Associazioni e in particolare VITA DI DONNA lancerà la Campagna contro l’obiezione di coscienza IL BUON MEDICO NON OBIETTA. In contemporanea con il lancio della Campagna ci saranno eventi in molte città e a volte più eventi nella stessa città. Siamo in contatto con altre Associazioni per organizzare altri eventi ma vorremmo coinvolgere altre realtà impegnate in prima linea nella difesa dei diritti e delle libertà, in particolare quelle del sud.

Gabriella Pacini

347 770736

(VITA DI DONNA/CONSULTA DI BIOETICA)
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EVENTI A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA

IL BUON MEDICO NON OBIETTA

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ROMA

Sezione romana della CONSULTA DI BIOETICA, LAIGA, VITA DI
DONNA, NOI DONNE, Associazioni Casa internazionale delle
donne, Bioetica & Diritti, organizzano un evento alla Casa
delle donne (19.00): IN ALLESTIMENTO

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Circolo UAAR di Roma, Consulta per la Laicità delle

istituzioni organizzano un incontro pubblico presso
la Festa di SEL (sera): IN ALLESTIMENTO
___

Fabrizio promuove un dibattito presso l’Università e
dovrebbe coinvolgere la CGIL medici e il collettivo degli
studenti di medicina (pomeriggio/11 GIUGNO): IN ALLESTIMENTO
___

I giovani dell’IDV: aderiscono a uno degli eventi di cui

sopra o organizzano un altro evento: IN ATTESA DI CONFERMA
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FIRENZE

Convegno sull’obiezione di Coscienza organizzato dalla
sezione di Firenze della CONSULTA DI BIOETICA (mattina):
EVENTO CHIUSO; IN ALLESTIMENTO INVIO LOCANDINA
___

LIBERA USCITA (menegrelli@dada.it), LAICITA’ E DIRITTI
(LATRUDY@GMAIL.COM) E LIBERE TUTTE organizzano evento
(pomeriggio): IN ALLESTIMENTO
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MILANO

La LUCA COSCIONI (FILOMENAGALLO@GMAIL.COM) organizzano un
incontro: IN ATTESA DI CONFERMA
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CONSULTA DI BIOETICA di Milano (NORMATREZZI@LIBERO.IT),
POLITEIA E ALTRE ASSOCIAZIONI organizzano un incontro: IN
ALLESTIMENTO
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TORINO

Le ASSOCIAZIONI CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
organizzano un evento (in luogo da definire):
probabilmente un dibattito pubblico (tardo
pomeriggio/serata): IN ALLESTIMENTO
___

Circolo dell’UAAR (muecke86@yahoo.it,
uaartorino.coord@yahoo.it) organizzaNO un evento, anche
in questo caso probabilmente un dibattito a sostegno della
Campagna (da definire): IN ALLESTIMENTO
___
L’ASSOCIAZIONE LAICA DI ETICA SANITARIA organizza un
dibattito (luogo da definire, forse alle Molinette): IN
ALLESTIMENTO
___

CONSULTA DI BIOETICA (Mariateresa.busca@fastwebnet.it)
organizza un dibattito pubblico con ARCI OFFICINE CORSARE
(in serata) presso le Officine Corsare
(darius.consoli@gmail.com) : IN ALLESTIMENTO
___

La CONSULTA DI BIOETICA è invitata a presentare Campagna
presso evento organizzato dall’Associazione Altereva
___

MEDICI CUNEO (pietro.laciura@libero.it): VERIFICA
CONDIZIONI PER ORGANIZZARE EVENTO
___

ALBA: Consulta di bioetica, Se non ora quando, Coop la
torre organizzano evento
___

MEDICI SALUZZO: VERIFICA CONDIZIONI PER ORGANIZZARE EVENTO
___

L’ASSOCIAZIONE DI AVIGLIANA organizza un dibattito presso
la Certosa di Avigliana (pomeriggio): EVENTO CHIUSO
___

NAPOLI

DISPONIBILITA’ DELL’ASSESSORA ALLE PARI OPPORTUNITA’ ALLA
STAMPA E ALL’AFFISSIONE DEI MANIFESTI DELLA CAMPAGNA
(peterdibi@libero.it ): STAMPA E AFFISSIONE IN PROGRAMMA,
CONFERENZA STAMPA IN ALLESTIMENTO
___
Contatti con il Circolo UAAR di Napoli (NAPOLI@UAAR.IT)
per la preparazione di un evento: forse la sezione di
Napoli della CONSULTA potrebbe aderire all’evento
dell’UAAR: IN ATTESA DI CONFERMA
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UMBRIA
In contatto con i medici non obiettori della LAIGA che
forse riescono a organizzare qualcosa a Terni o Perugia:
IN ATTESA DI CONFERMA
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NOVI LIGURE
La sezione della CONSULTA DI BIOETICA
(concettaeannina@libero.it) organizza un banchetto nel
centro della città per presentare la Campagna (9 giugno):
EVENTO CHIUSO
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PISA
CONSULTA DI BIOETICA, UAAR
(GIOVANNI.MANIETTO@FASTWEBNET.IT), AIED organizzano evento
presso la Casa delle donne: IN ALLESTIMENTO
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VERONA
Circolo dell’UAAR: ci dovrebbe essere un banchetto: IN
ALLESTIMENTO
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SULMONA/L’aQUILA
CONSULTA DI BIOETICA DI SULMONA/L’AQUILA CON UAAR
organizzano evento: IN ALLESTIMENTO
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SICILIA
CONTATTI PER POSSIBILE EVENTO: IN ATTESA DI CONFERMA
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PUGLIA
LAIGA E CONSULTA DI BIOETICA POTREBBERO ORGANIZZARE
EVENTO: IN ATTESA DI CONFERMA
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SARDEGNA
CONSULTA DI BIOETICA E UAAR (CAGLIARI@UAAR.IT) organizzano
evento: IN ALLESTIMENTO
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RICHIESTE AFFISSIONI MANIFESTO “IL BUON MEDICO NON OBIETTA”
AFFISSIONE AUTORIZZATA A TORINO PRESSO L’ASL2 DI TORINO
RICHIESTA AFFISSIONE IN CORSO A ROMA

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Non OMSA!

Comunicato UDI

Vogliamo essere al fianco delle lavoratrici OMSA per sostenerne il diritto a lavorare nell’impresa che le ha viste protagoniste orgogliose della loro attività, un’impresa sana che non deve sparire.

Chiediamo quindi ad ogni donna UDI e alle Sedi e ai Gruppi locali, di agire con iniziative concrete quali:

- Non comprando e invitando le altre donne a non comprare più Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa, fino a quando tutte le operaie di Faenza non verranno riassunte e garantite nel loro diritto al lavoro.

- Diffondendo e chiedendo a tutti i nostri contatti di attivarsi per sollecitare sia il boicottaggio sia la comunicazione della notizia per creare una forte rete di solidarietà.

- Appendendo un cartello, su ogni nostra auto con scritto: IO NON COMPRO OMSA FINO A QUANDO LE OPERAIE NON VERRANNO RIASSUNTE.

- Promuovendo a livello locale flash-mob o volantinaggi di fronte ad ogni supermercato, nelle scuole, negli uffici postali e in ogni luogo pubblico possibile, invitando a non comprare i marchi del gruppo.

- Attraverso il web, partecipando ai blog di denuncia e sostegno già attivi contro il licenziamento che, se non riusciremo a fermarlo, sarà esecutivo nel marzo 2012.

- Inserendo in calce ad ogni nostra comunicazione e-mail e inviando all’indirizzo info@goldenladycompany.org la frase:

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA non verranno riassunte”

Siamo certe che tutte sapremo essere vicino alle donne dell’Omsa, con azioni concrete ed efficaci.

Ogni azione locale sarà tesa a far sì che quanto ci separa dalla data effettiva dei licenziamenti, MARZO 2012, non sia la semplice attesa di una fatalità. La crisi non deve essere il pretesto per estendere la povertà delle donne a vantaggio di una concezione dell’economia che ha come valore unico e assoluto l’incremento dei profitti.

UDI – Unione Donne in Italia
Sede nazionale Archivio centrale
Via dell’Arco di Parma 15 – 00186 Roma
Tel 06 6865884 Fax 06 68807103
udinazionale@gmail.com
www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA non verranno riassunte”

***

L’Omsa non è un’azienda in crisi: quando ha deciso di delocalizzare noi in Italia facevano la cassintegrazione, mentre in Serbia aumentavano i dipendenti da 1500 a 1900, accrescendo di conseguenza anche la produzione”. Sono dichiarazioni della rappresentante Samuela Meci della Cgil Filctem di Faenza, ospite alla trasmissione Servizio Pubblico  di Michele Santoro. Sono 239 le operaie colpite, hanno meno di 60 giorni per piombare nella disperazione, se una decisa pressione pubblica non riesce a rovesciare la decisione di licenziamento, fissato al 14 marzo.

L’UDI, Senonoraquando, Le donne in nero di Ravennae decine di altre associazioni si mobilitano a fianco delle lavoratrici di Faenza.

Oltre centomila su fb per boicottare il gruppo OMSA: “Boicotta Omsa”, “Mai più Omsa”, “A piedi nudi! Io non compro Omsa e Golden Lady finché non riassumono”…

La COOP tramite il suo vicepresidente: “A livello formale è possibile che Coop non accetti più come fornitore chi decide di delocalizzare a discapito del territorio…”, e potrebbe anche decidere di non importare più non solo i prodotti del gruppo OMSA, ma tutti i prodotti serbi. La Serbia infatti con una politica di finanziamenti torrenziali come incentivi e una forte defiscalizzazione attira le imprese che in nessun paese europeo potrebbero godere di tanto. Una concorrenza sleale che mette in difficoltà la stessa Unione Europea dal momento che, per es., un’intesa di scambio merci tra Serbia, Kazakistan, Russia, Bielorussia non prevede imposte se non per un 1%. Nella stessa Serbia, costo del lavoro zero per un anno, sgravi consistenti per ogni posto di lavoro creato, esenzione per dieci anni sugli utili al di sopra di un certo tetto di capitali impiegati e numero addetti, finanziamenti di cui un quarto a fondo perduto, ecc. Troppo allettante.

La nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Chi lavora e chi dà lavoro in modo onesto, dunque, ogni volta è come se rifondasse la Repubblica. Lavoratrici e lavoratori non sono un limone, e l’impresa non è pura proprietà privata. E’ invece un ganglio vitale con forte funzione sociale.

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